Venti salvagenti per Berlusconi, ma è giallo

di IsayStaff 1

Annunciata la formazione di un gruppo di responsabilità in soccorso dell’attuale Esecutivo: venti parlamentari appartenenti a partiti che finora non hanno appoggiato il Governo presieduto da Silvio Berlusconi sarebbero pronti a costituire una formazione ad hoc con il fine di assicurare alla maggioranza il numero necessario per andare avanti: a promuoverlo sarebbe stato il repubblicano Francesco Nucara che nella giornata di ieri annunciava in pompa magna la buona riuscita del proposito.

Il toto nomi si è scatenato appena dopo la pubblicazione del proclama: alcuni UdC, esponenti del Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo e rappresentanti della Svp, stando alle prime indiscrezioni, sarebbero pronti a lasciare il partito di appartenenza (non allineato, in nessuno dei tre casi, con il Premier) e attuare il salto.

Tale ipotesi avrebbe se non altro confermato le stesse dichiarazioni di Berlusconi che, da Atreju, affermava: “Avremo il supporto di una larga maggioranza (e non pensava solo alla lealtà dei finiani di Futuro e Libertà, ndr)“.

Eppure, in mattinata arrivano con decisione le prime dichiarazioni poco concilianti dalla stessa bocca delle papabili “new entries”: dall’Udc Saverio Romano (“Non conosco l’onorevole Nucara e non so cosa stia facendo”) ad Aurelio Misiti dell’MpA (“Non faremo parte di nessun ‘gruppo di responsabilità nazionale alla Camera, fiducia al Pdl solo con cambio di rotta sul Sud e la sicurezza”), da Siegfried Brugger e Helga Thaler dell’SvP (“Non entreremo in maggioranza, restiamo fuori dai blocchi, non ci prestiamo a scelte di schieramento”) a Roberto Nicco, Gruppo misto: “Porte per una possibile intesa con il governo ermeticamente chiuse”.

Il coro di sdegno rispetto agli avvenimenti che campeggiano sulle prime pagine dei giornali giunge ovviamente puntuale dalle opposizioni che gridano al decadimento dei costumi. Nichi Vendola: “Stiamo assistendo a un disfacimento vergognoso di una maggioranza e al tentativo di tenerla in piedi con ogni mezzo“. Sarà, ma il mercato dei parlamentari resta aperto a oltranza.

Commenti (1)

Lascia un commento