Roma, i lavoratori +Bus e il servizio disabili. Una triste storia

di Angela Gennaro 1

[Foto| Angela Gennaro] Il servizio +Bus, servizio di trasporto a chiamata per tutti i disabili di Roma e Provincia, si è interrotto il 19 gennaio. Scaduto l’appalto: la Provincia ha dovuto provvedere a predisporre un nuovo bando, che però verrà assegnato tra circa 60 giorni. Nel frattempo, sono rimasti a piedi 6mila disabili iscritti al servizio, e 64 lavoratori. Perché, da un tempo indeterminato che avevano, sono stati licenziati. Alla fine dei 10 giorni di protesta, hanno portato a casa una riassunzione da precari – e a 400 euro in meno rispetto a prima al mese – o, a scelta, la mobilità assicurata dalla Provincia fino al nuovo appalto.

Lavorando nei pressi, passavo spesso da lì all’ora di pranzo. Un giorno, avevo appuntamento davanti alla Chiesa dei SS. Apostoli con un amico, e ho visto il loro banchetto all’angolo. 4 bandiere, poche persone, nessun volantino e un ombrellone. Sedie di plastica e un tavolino. Loro seduti, allegri, colorati e semplici. Mi avvicino, chiedo numi, mi risponde una ragazza sorridente che  mi spiega un po’ e mi accompagna subito dal loro rappresentante sindacale. L’articolo è qui, se interessa.

Il bello è che la vicenda si è aperta, e si è anche chiusa, e le agenzie sono riuscite a battere solo ed esclusivamente una cronaca dei fatti e le dichiarazioni degli assessori coinvolti. Non sia mai, i virgolettati dei lavoratori, soprattutto se sono pochi, bucano meno. E non è una questione di dove stia la ragione o la giustizia.

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