Dall’Atac di Roma cacciati soltanto i non iscritti al sindacato

di Alba D'Alberto Commenta

L’indagine apparsa sul quotidiano La notizia il giornale non è stata riportata da tutti e riguarda la scelta dell’Atac, l’agenzia che gestisce i trasporti su Roma, di mandare a casa circa 80 persone. Ma quali? Invece del buon senso ha prevalso la tessera.

L’Atac è una di quelle aziende continuamente bersagliate dall’opinione pubblica perchè i trasporti a Roma, ormai si sa, sono assolutamente disastrosi. Le nuove linee della metro sono una leggenda, ormai sono materia di favole per bambini, favole che parlano di un futuro davvero lontano.

Scherzi a parte, l’azienda era finita già nel mirino quando il sindaco di Roma Alemanno aveva assunto nell’azienda una serie di parenti o persone fidate. La chiamarono parentopoli e fu uno scandalo che non fece bene all’azienda. Adesso, la giunta è cambiate, c’è Ignazio Marino alla guida della Capitale, ma sembra che tutto il resto sia rimasto gattopardescamente uguale.

L’assessore di Roma alla Mobilità, Guido Improta, ex Alitalia, ha chiamato un suo amico dirigente, sempre ex Alitalia, a guidare l’azienda di trasporti: Giuseppe De Paoli. Adesso l’Atac deve affrontare una grossa sfida: restare in piedi e garantire il servizio ma riducendo il personale. Gli esuberi sono addirittura 80 ma questa difficile missione, De Paoli non la vuole portare a termine e così ha delegato ai rappresentati dei sindacati confederati di stilare la lista delle persone da mandare a casa.

Nella lista di cui qualche giornalista più scaltro ha preso visione, si nota una percentuale molto elevata di tesserati. In pratica, l’avere una tessera del sindacato, sembra sia stato un’ancora di salvataggio per chi avrebbe voluto conservarsi il posto. Il 90% dei nomi, quindi, appartiene ai tesserati. Ci sarebbero poi da mandare a casa anche alcuni manager che sono “fuori posizione”, ma in questo caso la situazione è semplice da sbrogliare: si creano nuove posizioni, anche fantasiose per preservare capra e cavoli.

Anche in questa lista di manager fuori posizione ricollocati prevalgono i tesserati ad uno dei sindacati.