I partiti sono in crisi, si va verso nuove forme comunitarie

di Alba D'Alberto Commenta

Se è vero che i partiti sono in crisi e i bilanci parlano al posto loro, bisogna anche capire se ci sono nuove forma di organizzazione che adesso vanno per la maggiore. Insomma bisogna chiedersi se siano davvero in crisi, per quale motivo e quale sarà il loro futuro. 

Openpolis nel reportage dedicato al finanziamento ai partiti, ha indicato qual è il loro patrimonio, ha spiegato per quale motivo si possono considerare in crisi e ha ipotizzato il futuro dei partiti.

Il patrimonio dei partiti. E per quanto riguarda le proprietà a disposizione delle forze politiche? Per legge devono pubblicare anche i dati relativi alle loro aziende partecipate. Dei 7 partiti analizzati solo due si avvalgono di società strumentali alla loro attività: Pd e Lega. Forza Italia, avendo dismesso le quote nella Tv della libertà, nel 2014 risulta non avere partecipazioni. Pd e Lega sono i partiti con i depositi bancari più consistenti: rispettivamente 8 e 4 milioni di euro.

Perché partiti in crisi? Dall’analisi dei bilanci emerge una tendenza al progressivo svuotamento dei partiti. Costretti a rinunciare gradualmente ai rimborsi elettorali, stanno tagliando le spese e cercando nuovi finanziatori, e non sembrano più essere i titolari esclusivi dell’iniziativa politica.

Verso nuovi soggetti politici. Le fondazioni e i think tank, vicine ai partiti o a loro esponenti, hanno acquisito centralità e non sono sottoposte agli obblighi di trasparenza previsti per le forze politiche. Il finanziamento pubblico continua a confluire verso i gruppi parlamentari. Perciò la nostra analisi sui partiti va letta in modo complementare alle altre che già svolgiamo: quelle sui think tank, sui patrimoni dei singoli parlamentari, e sui bilanci dei gruppi di camera e senato. Tutti pezzi fondamentali per ricostruire la relazione tra il potere politico e chi lo finanzia.