Democrazia Day, parla Sandra Bonsanti di LeG

di Angela Gennaro Commenta

«Non ci saranno tredicenni e girotondi ma contro il premier la piazza serve ancora» – da Il Riformista del 5 aprile 2011
di Angela Gennaro

SANDRA BONSANTI. La presidente dell’associazione Libertà e Giustizia parla della “Notte bianca della democrazia” di stasera: «Non accetto critiche alla società civile come quelle di Montezemolo. Saviano? Non prepariamo la sua discesa in campo».

La protesta passa dal web alla piazza, per dire un altro no a Silvio Berlusconi: a Firenze e a Roma, davanti a Montecitorio, mentre in aula si discute processo e prescrizione breve, e con una “Notte Bianca della democrazia”. Una “manifestazione necessaria”, spiega Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia.Nessun revival girotondino?
Non si può chiedere alla società civile di non essere quello che è. Una parte della cittadinanza è “attiva”, e spesso opera anche molto lontano dai riflettori.
Nessun “partito di Repubblica”?
Sono entrata a Repubblica nell’81 e già allora esisteva il fantomatico “partito”. Peccato che il giornale fosse fatto di gente che amava Craxi, che non lo amava, che amava De Mita e così via. Non si tratta di un partito, ma della cultura politica e democratica di quello che resta un giornale. Poi è vero che c’è un vuoto da riempire.
Nessun 13enne sul palco?
Se la ricorda quella tredicenne che alla maestra – che diceva che il compagno down non poteva andare in gita – ha detto, a nome di tutti: “Allora non veniamo neanche noi”? Ecco. C’era un bambino che saltellava davanti al podio per parlare. Che fai, gli dici “torna tra cinque anni”? Poi certo, non voglio sottoporre nessuno, men che mai un ragazzino, alla strumentalizzazione vigliacca fatta del Palasharp.
Giustizia uguale per tutti e dimissioni di Berlusconi.
Quella delle dimissioni sarebbe una mossa positiva per il premier stesso. E per l’Europa, sempre più sbigottita. Sarebbero possibili nuovi scenari e magari, anche a destra, emergerebbe finalmente una personalità in grado di governare con in mente l’idea della nazione. Ci sono persone degne sia al centro sia nella stessa compagine della maggioranza.
Nomi?
Quelli della maggior parte di coloro che hanno dato un giudizio severo della situazione di emergenza che viviamo, pronti perciò a qualsiasi sacrificio per la superiorità del pubblico sul privato. Se si parla di programma di governo, invece, è più difficile: servono idee chiare.
Appunto. Quale alternativa?
I partiti devono smettere le inutili risse tra loro, e decidere finalmente di innovare. In tutte le forze politiche, in particolare nel Pd, ci sono donne e uomini eccellenti nell’amministrare il bene pubblico. Li vadano a cercare, se non vogliono andare a cercare al di fuori dei partiti.
L’opposizione è in grado di produrre una proposta organica?
Una proposta organica di alternativa non c’è. Poi può succedere qualunque cosa, e possono rafforzarsi delle posizioni.
Il Palasharp come teatro della “discesa in campo” di Saviano?
No, per carità. Abbiamo tutti fatto un passo indietro. Però non accetto critiche alla società civile come quelle di Montezemolo. Non conosciamo, per il momento, il suo progetto politico. Rimprovera alla società civile un’assenza nel tempo: peccato che invece, in tutti questi anni, ci sia stata eccome. Assenti erano altri. Della sua “discesa in campo” si parla da poco. Ma i problemi che oggi denuncia sono gli stessi di sempre: e – magari sbaglio – non ricordo sue esternazioni prima di quest’ultimo periodo.
Però tanti sono ancora i fan di Berlusconi.
Ha ragione Zagrebelsky. Il paese è diviso in due: tra chi crede che il premier sia un perseguitato e chi pensa che nelle accuse ci sia materia su cui dare delle spiegazioni. E siccome la giustizia è uguale per tutti, se ne esce solo con il processo.
L’ennesima manifestazione non rischia di sedimentare la spaccatura?
Tacere è ripugnante per una come me che è stata piccola durante il fascismo e non poteva andare a scuola perché figlia di mamma ebrea. La stessa indifferenza a tutti gli appelli della società civile affinché venga cambiata la legge elettorale è tale non solo per volere della maggioranza, ma anche dell’opposizione: il potere decisionale sulle liste, l’unica proattività rimasta ai partiti, è la rappresentazione drammatica della situazione in cui si trovano.
Pessimismo cosmico.
No. La storia ci riserva sempre sorprese, e sicuramente non si può non cercare di fare qualcosa.

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