3 strumenti che in qualche modo finanziano i partiti

di Alba D'Alberto Commenta

I partiti non se la passano di certo male e a fare le pulci al loro portafoglio ci ha pensato OpenPolis che ha fatto notare come i partiti siano molto agevolati nella loro attività. 

Sicuramente il primo strumento da valutare è l’IVA agevolata al 4% che non soltanto è rimasta tale nonostante l’aumento dell’IVA ordinaria ma è stata addirittura estesa a molte attività che originariamente erano state esclude dall’agevolazione. Un giro di soldi che ammonta a oltre 7 milioni di euro. Ci sono poi altri due strumenti che sono stati messi neri su bianco da OpenPolis.

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Il primo è un rimborso che lo stato corrisponde a tv e radio locali per trasmettere i cosiddetti “messaggi autogestiti a titolo gratuito“. Si tratta degli spot che i candidati e i partiti hanno a disposizione senza dover pagare nulla alle emittenti. Una misura che intende tutelare la parità di accesso ai mezzi di informazione da parte di tutte le forze politiche, ma che ha un costo per lo stato. Sono le casse pubbliche, infatti, a rimborsare radio e tv per il servizio che offrono ai politici in campagna elettorale. […]

Un altro sussidio per le forze politiche è stato previsto dalla legge 13 del 2014 che ha abolito i rimborsi elettorali. Sono state infatti anche previste alcune misure per alleviare la difficile situazione finanziaria dei partiti. Uno dei punti più dolenti, come emerso nel MiniDossier Partiti in crisi è quello del personale, con la necessità delle forze politiche di ridimensionare i propri apparati, attraverso cassa integrazione, contratti di solidarietà e anche licenziamenti.

Sull’IVA agevolata si può fare qualcosa? E sugli altri punti?