Primarie in Emilia Romagna, è un nuovo caos per il PD

di Alba D'Alberto Commenta

Dopo lo scandalo del Mose, c’è ora un altro scandalo che coinvolge il PD, a livello regionale in Emilia Romagna e a livello nazionale. Dopo le dimissioni di Errani, infatti, si è scatenato il caos nelle successioni e il caos economico.

Le scelte dei candidati alle regionali dell’Emilia Romagna è stato immediatamente percepito come difficile, soprattutto in seno al PD che ha dovuto far fronte a ritiri di candidature ma anche ad indagini della magistratura.

In questi giorni i due principali candidati alla presidenza della Regione Emilia Romagna, Richetti e Bonaccini, sono stati inseriti nel registro degli indagati della procura di Bologna con l’accusa di peculato nell’inchiesta che da circa due anni tiene d’occhio le spese dei gruppi consigliari.

Matteo Richetti, che è già deputato, è stato accusato insieme a Stefano Bonaccini che è il segretario regionale del PD nonché responsabile degli Enti locali in direzione nazionale. Vista la poca buona fede di Richetti, prima che l’inchiesta che lo coinvolgesse, fosse spiattellata su tutti i giornali, ha ritirato le sue dimissioni. Bonaccini, allo stesso modo ha dichiarato di essere a disposizione per chiarire la sua posizione.

Questi due personaggi sono stati candidati alle primarie del PD perché il partito non è riuscito a fare un nome unico. Ad un certo punto era venuto fuori il nome di Daniele Manca, già sindaco di Imola ma la sua candidatura avrebbe compreso la rinuncia agli altri incarichi. Insomma un sacrificio troppo grande al quale gli uomini di Renzi non hanno rinunciato, gettando poi nel caos il partito.

Adesso, stando alle indagini della procura, non è chiaro se le primarie emiliane del PS ci saranno oppure no. È facile che restino i piedi ma perdano dei partecipanti dati per favoriti. Intanto hanno chiesto di partecipare Bonaccini e Balzani e torna il nome di Manca.