Bersani dichiara battaglia alla Lega. Bossi: “Noi abbiamo i voti”

di Luca Fiorucci Commenta

 Il leader del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, sembra stavolta voler assumere una linea più decisa nei confronti del principale alleato di Berlusconi, ovverosia la Lega, alla quale, non molto tempo fa, aveva invece fatto aperture sul federalismo, nella speranza che fosse proprio il partito di Bossi a “staccare la spina” al premier. Accantonata presto questa speranza, vista la fedeltà degli uomini della Lega sia a Berlusconi, sia ai molti ruoli governativi che ricoprono, il Partito Democratico starebbe infatti pensando ad una campagna anti-Lega, come ha spiegato lo stesso Bersani, dichiarando: “Il PD dichiara guerra alla Lega, e ha mille motivi per farlo“. E uno dei motivi principali sarebbe proprio “L’ appoggio del Carrocci0 alle leggi ad personam del miliardario”, nonchè la proposta di creare degli eserciti regionali, sulla quale Bersani è stato netto, minacciando: ” Se Bossi va avanti con questa follia può saltare il tavolo sul federalismo”, federalismo che, ha aggiunto, “lo vogliamo, ma a modo nostro”. E spiega: “Noi siamo pronti a portare a termine il cammino del federalismo, secondo i nostri principi, a prescindere dalla situazione politica e anche in caso di eventuale interruzione della legislatura. Ma chiedamo di resettare il percorso, a cominciare dal federalismo municipale che non sta in piedi”.
Infine, la stoccata più dura: “La Lega non accampi il pretesto che sostiene Berlusconi per fare il federalismo. Non è vero, anche perchè Berlusconi da tutto questo sta fuori”.

Oggi, dunque, ci sarebbe stato, nel Transatlantico di Montecitorio, un breve scambio di frecciate polemiche fra Bersani e Bossi, con il secondo che, rivolgendosi al leader PD, avrebbe detto: “Tu fai la guerra”, alchè Bersani avrebbe replicato: “Io sfido, non faccio la guerra”, aggiungendo poi: “Umberto, è ora”. Alla fine, i due si sarebbero, comunque, scambiati una stretta di mano.
Il leader del Carroccio non sembra però essersi preoccupato più di tanto della “sfida” lanciatagli da Bersani, e avrebbe commentato: “Bersani promette di prenderci di punta? Poco male, abbiamo portato a casa il federalismo, altri voti non ci servono”.
Una volta compreso, quindi, che il Carroccio sembra intenzionato a rimanere il più fedele alleato di Berlusconi, e sembra essere poco propenso a spingere quest’ ultimo alle dimissioni, il PD vorrebbe quindi lanciare un’ ambiziosa sfida proprio a quel partito, la Lega, che, dopo l’ esordio di circa un ventennio fa, nelle regioni settentrionali, con accenti spiccatamente populisti e “anti-sistema”, è diventato esso stesso un’ importante partito di governo, pur mantenendo toni accesi, sopratutto nel linguaggio e in materia di immigrazione. Sopratutto, la Lega ha cominciato da tempo a “erodere” significativamente il consenso dei partiti di centrosinistra, in parte anche in regioni in cui questo sembrava inattaccabile, come l’Emilia-Romagna: la sfida che sembra aver lanciato il leader PD pare, quindi, andare nella direzione del “riprendere ciò che ci è stato tolto”.

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