Cosa è successo in Siria?

di D. Spagnoletto 1

Foto: Ap/LaPresse

Cosa è successo in Siria? Cosa ha generato le proteste della popolazione? Domande che qualche settimana fa erano sull’agenda di molti media. Con il passar dei giorni, la guerra in Libia e le vicende nostrane hanno offuscato le notizie sulla situazione nel paese mediorientale.

Situazione che è passata in secondo ordine nelle redazioni di giornali e tv e di conseguenza ha fatto calare l’attenzione di gran parte dell’opinione pubblica.

Cerchiamo di vedere come un piccolo gesto è diventato simbolo di una protesta che si è trasformata in una rivolta che ha portato il presidente Assad a dire che la Siria “è vittima di un complotto”.

Secondo Davide Frattini del Corriere della Sera, i tumulti in Siria sarebbe iniziati a causa di alcune scritte sui muri di un gruppo di ragazzini. Sembrerà strano che un regime possa essere minato dalla fondamenta da una scritta, per giunta di un sparuto numero di bambini. Le rivoluzioni, però, si sa vengono dal basso.

E vengono scaturite da una piccola scintilla che porta con sé una forza dirompente che getta luce sulle vessazioni di un governo nei confronti del popolo.

In Siria da quasi mezzo secolo vige lo stato d’emergenza. Per questo e soprattutto per placare una situazione che si sta facendo sempre più incandescente, il presidente Assad ha incaricato una commissione di esperti di gettare le basi per l’abolizione di uno stato che molti analisti considerano anacronistico e inappropriato.

Secondo il quotidiano panarabo al Hayat, la commissione è composta dall’ex rettore della Facoltà di Legge dell’università di Damasco, Abbud Sarraj, e da due giuristi Ibrahim Darraji e Bashir al Qawadiri.

Stiamo lavorando giorno e notte e discutiamo ogni questione che riguarda la dignità dei cittadini e la sicurezza della nazione” – hanno detto alcune le fonti al giornale – l’obiettivo finale è abolire lo stato d’emergenza. Una volta concluso il lavoro della commissione (entro il 25 aprile prossimo) sarà anche abrogata la legge d’emergenza”.

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