Video Maria Stella Gelmini interviene a Che Tempo che Fa?

di Michele Laganà 1

Foto: Ap/LaPresse

Nella puntata di Domenica scorsa di “Che Tempo che Fa?” di Fabio Fazio su Rai TRE, come ospite principale della serata era presente Maria Stella Gelmini, il Ministro dell’Istruzione che ultimamente, grazie alle dichiarazione fatte durante l’intervista di Fazio, ha creato parecchie discussioni in merito a queste dichiarazioni. Il Ministro Gelmini, ha dichiarato, primo luogo, che ci sono troppi assistenti di sostegno rispetto alle effettive esigenze della scuola italiana, e che troppo facilmente si assegna un maestro di sostegno a chi effettivamente non ne ha il reale bisogno.

Questo è vero, da un indagine di Tuttoscuola: “a Salerno e a Bari il rapporto è di 1,67 disabili per ogni docente di sostegno; a Nuoro si arriva addirittura a 1,59; all’estremo opposto, Pescara e Latina hanno un rapporto di 2,58”; quello che il ministro Gelmini non ha specificato è cosa sta facendo, materialmente, il suo ministero per contrastare quello che ormai è diventata un  routine nazionale.

Il Ministro Gelmini ha affermato che la spesa pubblica relativa alla scuola è aumentata, ma cosa intende di preciso? Beh, andiamo a vedere quali figure sono state sedute sulla poltrona oggi occupata dal ministro Gelmini. Per un annetto Berlinguer, poi De Mauro (entrambi di centrosinistra), poi per cinque anni Letizia Moratti (centrodestra) e per due Fioroni (centrosinistra). A questo punto, mi verrebbe da dire che possiamo distribuire le colpe in misura uguale per tutti e due gli schieramenti politici, ma se andiamo ad analizzare meglio questi dati, ci accorgiamo subito che l’unica che effettivamente poteva dare una svolta a questo annoso problema, poteva essere Letizia Moratti, la quale ha avuto la possibilità di cambiare i conti pubblici della scuola, essendo stata per più tempo in quel ministero. Così non è stato.

Il ministro Gelmini ha colpito anche il fronte degli assistenti scolastici, più comunemente chiamati bidelli, i quali, secondo il ministro, sono troppi rispetto alle reali esigenze scolastiche, infatti, sarebbe 200mila i bidelli presenti nel territorio nazionale, secondo il Ministro, molti di più rispetto ai Carabinieri stessi. Per le pulizie dei complessi scolastici, si spenderebbe circa 600 milioni, con risultati che ben potete vedere tutti i giorni.

Il ministro Gelmini ha portato il suo affondo anche sullo stipendio dei professori e maestri, indicando che ci sono troppi insegnanti, pagati poco. “In Italia abbiamo troppi insegnanti pagati troppo poco” dice il ministro “Non ho licenziato, ma contenuto l’aumento automatico della pianta organica”. Bene, quello che il ministro ha fatto è ridurre il numero di insegnanti “necessario” (coerentemente con la prima parte della sua affermazione iniziale, “troppi insegnanti”) e di conseguenza non sostituito gli insegnanti che vanno in pensione.

Insomma, non è proprio oro tutto quello che luccica. Il ministro Gelmini non ha proprio detto la verità in questa sua intervista, ma vedremo come procederà la situazione.

Commenti (1)

  1. Vedendo il video mi chiedo se la Germini sia mai andata all’interno delle scuole pubbliche e sia al corrente di di come gli insegnanti operino e in che condizioni. Credo inoltre che non si renda neppure conto della funzione che ogni docente ha, del significato della parola “educare” e dello sviluppo cognitivo-affettivo relazionale del bambino.
    Sono un’insegnante elementare da 26 anni e amo ancora il mio lavoro come il primo giorno in cui ho messo piede in un’aula scolastica ma devo dire che mai come ora mi è difficile insegnare. Non è solo un “mio sentire” ma tenendo anche corsi di formazione per educatori e insegnanti mi rendo conto che tagli economici, (accorpamento di classi, numero alto di bambini e quindi impossibilitati a insegnamenti individualizzati, sostituzioni di altri insegnanti, impossibilità di acquisto di materiali didattici o per laboratori se non a loro spese …) e una burocrazia che ci sovrasta possono facilmente far perdere di vista quello che dovrebbe essere prioritario: il bambino e la sua educazione.
    Ciò non toglie che nell’incontro con tanti genitori, nelle e-mail che ricevo da insegnanti che hanno letto i miei libri (“Il sentire dei bambini” e “I bambini, le relazioni, i traumi”) sento l’amore che hanno verso il loro lavoro e la volontà di fare del proprio meglio per aiutare i bambini a crescere e imparare. Credo che questo vada riconosciuto come vada riconosciuto che la scuola pubblica dovrebbe essere sostenuta, valorizzata da chi è suo ministro e gli insegnati messi nelle condizioni di dare il meglio di sè. Vi assicuro che ora non è così. Ultima cosa anche io a volte penso di far nascere una scuola privata ma questo solo perchè le situazioni (soprattutto legate a burocrazia e tagli economici) che si presentano ogni giorno entrando in aula mi possono far perdere di vista il mio compito prioritario: aiutare i bambini ad apprendere, imparare e crescere.
    Celli Donatella

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