Rifiuti: Che ore sono? Sono 5 tonnellate alle 10.

di IsayStaff Commenta

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Lo sa come misuro il mio tempo a Napoli? In tonnellate. Ogni minuto che perdo, 5 tonnellate in più sul disastro.

L’ironia che nasconde la verità. Con queste parole Gianni de Gennaro ha specificato quanto in questo momento ogni minuto buttato al vento, comporti migliaia di problemi a livello di smaltimento dei rifiuti che ormai da mesi infestano la Campania.

Gli occhi sono, forse per la prima volta ad quando è iniziato il problema, indirizzati verso un’altra direzione (diciamo un 150 km più a nord, destinazione Roma – Senato della Repubblica) e questo costringe il buon “superman” De Gennaro ad una dichiarazione mantenga gli occhi lontano da Napoli e allo stesso tempo non faccia dimenticare ai “capi” che in realtà lì, la soluzione, ancora non la si ha trovata.


Sono circa le 21.00 di ieri, Romano Prodi e il suo governo abbandonano quello che qualcuno ha definito (non è un iperbole o una metafora è stato proprio detto nelle dichiarazioni di voto)

Il peggior mandato dell’epoca repubblicana

che fra me e me le domande sul futuro iniziano a farsi vive. Chissà cosa accadrà ora, quali nuovi scenari si creeranno. Ma allo stesso tempo mi rendevo anche quanto il nostro “Superman” in realtà rischi di venire abbandonato nella sua causa, senza più nessun appoggio che lo sostenga.

Certo il super-commissario gode di pieni poteri, che possono venire utilizzati senza nessun intervento politico. De Gennaro può decidere, indire, creare, gestire tutto ciò che possa portare ad una situazione sempre migliore nel napoletano, una situazione che, come le sue parole insegnano, dovrebbe trovare risoluzione nell’arco dei 3 mesi.

Eppure senza il governo che l’ha sostenuto in questa sua candidatura, ho come l’impressione che questo super-commissario rischi di fare la fine dei tanti “semplici” commissari che prima di lui l’hanno preceduto e di quelli che dopo di lui, molto probabilmente, faranno la stessa fine.

Nel frattempo la popolazione campana scende per le strade. I blocchi contro la riapertura delle discariche sono all’ordine del giorno, con addirittura il blocco della via Appia nel beneventano per manifestare contro la riapertura della discarica di “Tre Ponti”.

Come non capire questa gente, che quasi in un emblematico controsenso, difendono la loro vita cercando di non mettere il problema sulle loro spalle. La realtà che sanno anche loro che il problema non potrà essere risolto così facilmente come tutti vogliono fargli credere. E ancora meno adesso, che gli occhi di tutti sono posizionati 150 km più a Nord, nella città che i latini definirono Caput Mundi.

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