Primarie USA: L’Alabama di Segall

di Paolo Riva Commenta

Appena mi sono informato su questa cosa ho pensato subito ad un concetto cinematografico. Quel cognome, Segall, non può che essere associato a quello Steven che si è ritrovato in diverse trappole in giro per il mondo a mostrare la sua “immortalità”.

Dall’Highlander Steven a Josh, che non hanno rapporti di parentela, il passo oggi come oggi sembra davvero poco. E molto probabilmente, almeno in Alabama, in molti si ricorderanno maggiormente del secondo che del primo.

Una storia quella di Josh Segall che lo sta portando a divenire il più giovane senatore di uno stato con i suoi soli 29 anni.

L’Alabama storicamente non è uno di quei stati che i democratici riescono a conquistare con facilità. Anche per questo il risultato di Segall risulta ancora più importante e fondamentale per il suo presente, ma soprattutto per il suo futuro.

E’dal 1996 che lo stato è di fede repubblicana, ma questa volta, nel 3° distretto dello stato dell’Alabama le speranze democratiche, affidate nelle mani del giovane neo-avvocato, sembrano salde.

Il distacco attuale tra i due schieramenti, dai dati che si evincono dai risultati delle primarie svoltesi il 5 febbraio, nello stato è di soli 3 punti. Una distacco decisamente più esiguo se si pensa come in Alabama, i repubblicani, hanno sempre fatto man bassa di voti, perdendo addirittura circa 10 punti percentuali.

Un successo, quello di Segall, maturato sia dalla sua politica giovane, questa volta realmente giovane non come il “finto giovane” Obama, sia dalla capacità di portare a casa soldi nelle casse del partito conquistando quasi il triplo di quanto recuperato dal suo pari repubblicano.

Una candidatura quella di Josh che sembra naturale. Il suo vicino di casa, a Montgomery, infatti è il passato governatore dello stato e suo padre è stato presidente dell’Alabama State Bar. Per la serie “Predestinati: Quando uno ce l’ha nel sangue”. Good Luck Josh.

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