Per D’Alema, Renzi è stato scelto come erede da Berlusconi

di Alba D'Alberto Commenta

Massimo D’Alema è tornato sotto i riflettori grazie ad un’intervista di Lilli Gruber ed ha sparato il suo fuoco amico sull’Esecutivo del PD: è troppo litigioso e poi c’è quell’alleanza con la destra che non piace e nessuno e fa male al Paese.

Che Renzi fosse l’uomo nuovo, ormai, era chiaro per tutti, ma che fosse così nuovo da strizzare l’occhio a destra, forse non era prevedibile. Massimo D’Alema, senza peli sulla lingua, ha concesso un’intervista a Lilli Gruber per Otto e mezzo dimostrando che l’autocritica a sinistra c’è ancora ma forse non è usata nella maniera costruttiva. D’Alema si concentra sul futuro della sinistra, sulla tenuta del governo Renzi e poi anche sul rapporto che il premier ha con Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere, secondo D’Alema, si è talmente innamorato di Renzi da sceglierlo come erede. Ha detto proprio così, aggiungendo:

“Ma se il maggiore esponente dell’opposizione si innamora del capo del governo è finita l’alternanza. Questo non è un bene per il Paese.”

A dirlo è D’Alema che alla fine degli anni Novanta, quando di parlava di Bicamerale, aveva comunque stretto un accordo con Berlusconi. Adesso però la situazione, dice D’Alema, sembra molto diversa perchè c’è feeling, cosa che ai suoi tempi era considerata deplorevole. Il feeling è certo da parte di Berlusconi, per Renzi magari non è così ma comunque tra i due c’è molta somiglianza e Renzi sembra un interlocutore privilegiato del leader di Forza Italia.

Sarebbe auspicabile che Renzi ce la facesse da solo ma il suo governo è troppo litigioso e così si crea un ossimoro tra l’ottimismo delle parole del premier e il pessimismo della realtà dei fatti. Come esempio è portato l’indice della produzione industriale ma gli aspetti critici di questo governo sono parecchi. Secondo D’Alema si potrebbe uscire dall’impasse investendo nella crescita e nella legge finanziaria per aumentare realmente il potere d’acquisto degli italiani.