Il discorso di Renzi tra orgoglio e futuro

di Alba D'Alberto Commenta

renzi-pdIl 68% dei votanti ha scelto Matteo Renzi come nuovo segretario del Pd. Una percentuale che non lascia adito a dubbi e che ha escluso il ricorso al secondo turno. Una percentuale è una vittoria che nelle parole di Renzi di ieri sera, dopo il risultato, mostrano orgoglio e voglia di impegnarsi per il futuro.Renzi assicura che il suo impegno sarà ancora maggiore, che cambierà molte cose e che l’ora del cambiamento e del rinnovamento della classe politica è arrivata.

Tra i militanti e i simpatizzanti che hanno votato a queste primarie, l’accordo su Renzi è quindi condiviso. Le remore erano più presenti nell’ala sinistra del partito. Da mesi si dice che Renzi non sia proprio l’espressione tradizionale di un partito di sinistra. Lui, però, il nuovo segretario del Pd, ci tiene a sottolineare con queste votazioni non è finita la sinistra, ma una classe dirigente della sinistra. Un gruppo specifico del quale non si fanno nomi ma si conoscono i riferimenti.
Renzi parla di cambiamento a tutto spiano. I “vecchi” saranno ascoltati e non più rottamati, anche se il ruolo di protagonista non compete più aloro; i sindacati non sono da abolire, ma da rinnovare uscendo dalle logiche dell’aiuto all’amico dell’amico; il governo Letta può andare avanti, ma è ora di interessarsi delle cose concrete e di fare le proposte e le riforme per il mondo del lavoro e per i giovani. Sembra che Renzi abbia assolto tutti e anche avvisato tutti. Da “capitano” Renzi vuole una squadra che sappia “lottare” su ogni pallone. La storia sembra solo all’inizio e per Renzi la crescita verso il ruolo di leader del centrosinistra e candidato premier alle prossime elezioni è iniziata.