Chiusura Guantanamo: la rinuncia di Obama

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Chiusura Guantanamo Obama. La chiusura del carcere Usa a Cuba era stato uno dei punti forti della campagna elettorale del 2008 dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Nell’ordine esecutivo diffuso ieri, Barack Obama ha confermato sue le intenzioni ma ha sottolineato che al momento non esistono le condizioni per trasferire i detenuti nel territorio americano.

Risultato? Guantanamo non chiude e i processi militari contro i detenuti riprenderanno a breve.

La decisione comunicata dalla Casa Bianca era già nell’aria e non ha fatto altro che confermare le indiscrezioni degli ultimi mesi e il cambio di rotta del presidente statunitense sull’argomento.

La pena di morte in Iran

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La pena di morte in Iran non placa la sua forza distruttrice. Dall’inizio dell’anno, infatti, si è registrato un notevole aumento delle pene capitali.

La denuncia arriva direttamente da l’alto commissario Onu per i diritti umani Navy Pillay, secondo cui le esecuzioni nella Repubblica Islamica si sono triplicate rispetto allo stesso arco temporale del 2010: “Nel solo mese di gennaio 2011 sono state giustiziate 66 persone mentre le impiccagioni effettuate in tutto il 2010 sono state circa 300. Abbiamo più volte chiesto all’Iran di fermare le esecuzioni. Sono molto scoraggiata per il fatto che le autorità iraniane invece di prestare attenzione alle nostre richieste abbiano incrementato l’uso della pena di morte”.

Medico abusa di una paziente sotto anestesia

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Un uomo di circa 57 anni è stato arrestato all’alba di oggi dalla squadra mobile di Viterbo, dopo l’accusa da parte di una donna di 40 anni di età, di violenza sessuale.

L’uomo, un infermiere dell’ospedale di Civita  Castellana, avrebbe abusato delle donna, mentre la stessa era ancora sotto l’effetto dell’anestetico che gli è stato dato per sottoporsi all’operazione che era andata a fare in ospedale.

‘Ndrangheta, 41 arresti di cui 11 all’estero

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Una nota de Carabinieri rilasciata da poco, informi gli organi di stampa di una vasta operazione contro ‘Ndrangheta. L’operazione dal nome “Il Crimine 2” sta portando all’arresto di ben 41 persone tra cui 11 persone all’estero tra Germania, Canada e Australia. Nella nota dei carabinieri si legge “I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e il Ros (Reparto operativo speciale dei carabinieri)., unitamente alla Squadra mobile della locale Questura, stanno eseguendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 41 appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta della provincia, indagati per associazione di tipo mafioso ed altro”

Dei 41 arresti messi a segno, 6 sono stati portati a termine in Germania mentre altri 5 tra Canada e Australia.

Università, meno iscritti e più precari

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I due rapporti sulla condizione dell’Università presentati oggi da Almalaurea e dal CUN (Consiglio universitario nazionale) fotografano una situazione che già da tempo mostrava segni di peggioramento, e che viene confermata dai numeri, non certo confortanti: l’ Università italiana, infatti, sta da una parte registrando un calo delle iscrizioni, dall’ altra è sempre meno determinante al fine di trovare lavoro dopo la laurea. Inoltre, aumenta il lavoro nero, diminuiscono gli stipendi ed è sempre più scarso il cosiddettoascensore sociale”, ovvero la possibilità, per gli appartenenti a fasce sociali meno abbienti, di migliorare la propria posizione.
Secondo i dati, nell’ ultimo anno ci sarebbe stato un calo del 5% di iscritti (-9, 2 % negli ultimi quattro anni), calo che avrebbe riguardato in modo particolare le regioni centro-meridionali, e solo il 62 % degli iscritti avrebbe deciso di proseguire gli studi. Quanto, invece, agli sbocchi sul mercato del lavoro, anche se i laureati hanno comunque un tasso di occupazione superiore di oltre l’ 11 per cento rispetto ai diplomati, vi è comunque un incremento della disoccupazione per i giovani freschi di laurea: fra i laureati triennali, si passa infatti dal 15 al 16 % di disoccupati, mentre un incremento anche maggiore, dal 16 al 18 %, vi è per chi ha conseguito la laurea specialistica “biennale”, e dal 14 al 16, 5 % per chi ha una laurea specialistica “a ciclo unico”.

Lotta sui tagli al bilancio: Obama spera nel compromesso

La lotta sui tagli al bilancio sta inasprendo i rapporti fra repubblicani e democratici negli Stati Uniti. Sabato scorso, nell’corso dell’abituale messaggio settimanale al paese, il presidente Barack Obama ha parlato, fra l’altro, della situazione sulla legge del bilancio federale, che in questi giorni dell’agenda del Congresso Usa.

I repubblicani alla Camera hanno proposto un taglio di 60 miliardi di dollari; proposta che non è piaciuta ai democratici, secondo cui la riduzione dovrebbe essere inferiore: 6 miliardi di dollari. Una forbice cospicua che divide repubblicani e democratici, secondo i quali il taglio proposto dai rivali causerebbe danni incalcolabili all’economia a stelle e strisce.

11 settembre: nuovo video inedito

11 settembre: nuovo video inedito. Un video inedito pubblicato su internet oggi su quel terribile giorno in cui le Torri Gemelle furono ridotte ad un cumulo di macerie e morte: le immagini sono prese dall’elicottero della polizia, e raccontano delle Twin Towers dall’attacco fino al terribile collasso, in una Manhattan invasa dal fumo.

La riforma della Giustizia è la vera priorità del paese?

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Dopo la scesa in politica di Silvio Berlusconi nel ‘94, in Italia si è parlato sempre di più di un utilizzo politico della Giustizia e della maniera, secondo i suoi collaboratori, con cui i magistrati tentano di “liberarsene”, dando vita a polemiche che hanno e stanno lacerando il paese.

Il processo Mediaset, il caso Mills e in ultima istanza il caso Ruby non hanno fatto altro che acuire queste polemiche, portando sempre più la Giustizia nell’agenda di Governo, tanto, che le attenzioni dell’Esecutivo si stanno concentrando proprio sulla riforma della Giustizia.

In questo senso sono esemplificative le parole rilasciate al Tempo da capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, secondo cui: “La riforma della Giustizia non è ancora arrivata in porto perché in questi anni all’interno della maggioranza prima l’Udc e poi Fini hanno bloccato elementi importanti” ma “con l’uscita di Fini dal Pdl, e la maggiore omogeneizzazione delle forze che sostengono il governo, può essere la volta buona”. Secondo Cicchitto “i tempi sono maturi perché il dato vero è che, dal 1991 in Italia, siamo in una fase nella quale con caratteristiche diverse la giustizia è stata utilizzata a fini politici”.

Strage di Viareggio a rischio prescrizione

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La strage di Viareggio è una delle ultime più cruente stragi che l’Italia attuale può ricordare. Il presidente della Regione Toscana, ha dichiarato ”La Regione si e’ costituita parte civile- aggiunge – Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e presto. Con la riforma che il Governo vuole varare – osserva Enrico Rossi – c’e’ il rischio, se il processo durera’ piu’ di 2 anni, che il reato di omicidio colposo plurimo cada in prescrizione”.

Questa dichiarazione è stata fatta dopo le ultime notizie che arrivano dall’udienza odierna che ha portato la prossima udienza nei primi mesi estivi del 2012, quindi tra circa un anno e mezzo. Il presidente del tribunale di Lucca Gabriele Ferro ha dichiarato: “mi auspico infatti che l’acquisizione delle prove avvenga a luglio altrimenti a meta’ ottobre”. Successivamente sarà l’udienza preliminare che avverrà prima di Gennaio – Febbraio 2012 . A quel punto,m il processo ci sarà alle soglie del 2012 e inizio 2013.

Qual è la situazione in Pakistan?

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Qual è la situazione in Pakistan? La rivolta che ha portato alle dimissioni di Mubarak in Egitto prima e i tumulti che stanno delegittimando la leadership di Gheddafi in Libia poi, hanno messo in second’ordine le notizie che arrivano dal paese asiatico.

Il Pakistan veste in una grave crisi economica, a cui sta cercando di far fronte con nuove riforme. Riforme che si trovano al vaglio dell’inviato americano Marc Grossman, che si trova a Islamabad per incontri con il governo e l’apparato militare. Il diplomatico è arrivato ieri da Kabul e secondo l’agenzia App ha “elogiato le nuove misure economiche prese dal governo”. Fra queste nuove misure c’è l’aumento dei prezzi del carburante deciso agli inizi del mese, che ha trovato una grande insoddisfazione popolare.

Libia, altri scontri a Tripoli. Mandato d’ arresto per Gheddafi

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In Libia si combatte ancora, sia nella capitale, Tripoli, dove si sono verificati spari all’ uscita della preghiera del venerdì in moschea, così come in altre città come Al Zawya, dove, secondo Al Jazeera, ci sarebbero stati più di 50 morti e 300 feriti.

A Tripoli, le forze filo-governative hanno disperso con gas lacrimogeni un raduno di un centinaio di oppositori nel quartiere di Tajura, nella parte orientale della città. Vicino alla moschea, a piazza Algeri, invece, adesso ci sono solo i sostenitori di Gheddafi, con bandiere e ritratti del rais, mentre la piazza è presidiata dalle forze dell’ ordine.
Le forze fedeli a Gheddafi avrebbero inoltre bombardato nuovamente il terminal petrofilero di Breda, città nella parte orientale del paese che era stata presa dai ribelli. Il figlio del Rais, Saif, in un’ intervista a Sky, ha spiegato come questa sia stata “Un’ indispensabile mossa strategica” per mettere in fuga i ribelli, proprio per l’ importanza del terminal petrolifero proveniente da quella città. Anche in Cirenaica sarebbe in atto una controffensiva militare per la conquista dei pozzi petroliferi.
Bombardamenti aerei
da parte delle forze governative si sarebbero verificati anche a Misurata, città controllata dai ribelli sempre nella parte orientale del Paese, cosi come ad Ajdabiya, dove sarebbe stata attaccata una base militare controllata dagli insorti, senza però causare vittime, mentre nelle vicinanze di Bengasi, roccaforte dei ribelli, le forze di Gheddafi avrebbero provocato 17 morti.

Sfrattato, si barrica dentro casa e minaccia di farla esplodere

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L’allarme è scattato nella mattinata di oggi. Erano circa le 9.30, quando un uomo con un mandato di sfratto dalla sua abitazione, si è rinchiuso dentro casa con la Madre minacciando di dare fuoco alla casa. L’uomo a minacciato di farla esplodere, aprendo una bombola del GAS. Subito dopo la minaccia sono state avvisate le forze dell’ordine che con l’ausilio di 5 squadre dei vigili del fuoco, e tre volanti dei carabinieri, sono riusciti a far uscire di casa l’uomo intorno alle 12.00 .

il tutto è avvenuto nel quartiere Casilino. Nelle foto di oggi, vi mostriamo mentre l’uomo viene portato via dai soccorsi e l’abitazione dove si erano barricati l’uomo e la madre.

Denuncia-shock Roma: “Donna stuprata da Carabinieri”

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Lo scorso Mercoledì 23 Febbraio 2011, per la signorina S. inizia un incubo dal quale ne uscirà solamente dopo due giorni, forse. Quella mattina, la ragazza viene sorpresa a rubare dei vestiti all’interno di un punto vendita Oviesse sul Casilino (Roma). Vengono subito chiamati i Carabinieri, i quali la portano nella caserma lì vicino per i primi accertamenti. Dopo alcune ore passate in caserma, alla ragazza viene riferito che sarà processata per direttissima il giorno seguente. Le carceri di quella caserma sono piene e quindi viene subito trasferita alla caserma del Quadraro. La ragazza arriverà in caserma che è già tarda sera, dopo alcune ore arrivano i carabinieri di turno che dopo aver passato qualche ora a bere, si sono portati dietro anche un amico Vigile Urbano.

I carabinieri aprono la porta della cella e la invitano ad accomodarsi in sala mensa. I rapporti sessuali sono ripetuti, la ragazza viene invitata anche a bere. La mattina dopo, viene portata in Aula per la prima udienza del suo processo. Durante la prima udienza la ragazza è stordita, non ricorda quasi nulla, ma solamente il sesso con i carabinieri. Gli restano impressi tre tatuaggi presenti sul corpo di uno dei carabinieri. La ragazza però non dice nulla al giudice il quale la rimanda a casa. Solamente durante il pomeriggio, convinta dal ragazzo, si reca alla caserma del Casilino per sporgere denuncia.