La telefonata di Alberto Stasi al 118 il giorno del delitto di Garlasco

Ecco l’audio integrale della telefonata che la sera del Alberto Stasi ha fatto al centralino del 118. Alberto Stasi ha appena ritrovato il corpo della fidanzata Chiara Poggi, lungo le scale della casa della villetta di Garlasco (Pavia). erano le 13 e 49 del 13 Agosto 2007.

Proprio questa chiamata al 118 secondo la Procura di
Vigevano
(da sempre convinta della colpevolezza di Stasi) si convince dell’ennesima anomalia contenuta nel racconto fatto quel giorno ai carabinieri a pochi minuti dall’accaduto.

Lasciamo giudicare ai lettori, ma anche chi vi scrive, in effetti, rileva nella voce di un ragazzo a cui hanno appena massacrato la fidanzata un atteggiamento appena confuso, ma insolitamente distaccato e impersonale. Lo Stasi nomina un paio di particolari fondamentali – il fatto che a persona uccisa sia la sua ragazza e che mentre si parla lei potrebbe essere ancora viva –  solo quando incalzato dalla centralinista. Rileviamo anche che durante la conversazione la centralinista fa ripetere il civico dell’abitazione, leggendolo sbagliato, forse per sincerarsi che non ci siano contraddizioni nella segnalazione. Di seguito la traslitterazione dell’audio. In fondo il link al file audio del Corriere.it.

Centralino del 118: Pronto…

Alberto Stasi: SI, mi serve un ambulanza in Via Giovanni Pascoli a Garlasco.

118: A Garlasco?

Stasi: Si.

118: Via Giovani Pascoli al numero?

Stasi: Al 29…una via senza uscita la trova subito

118: Come?

Stasi: E’ una via senza uscita, mi sembra il 29, non ne sono sicuro…

118: Mh. Ma cosa succede?

Stasi: Eh, credo che abbiano ucciso una persona…non ne sono sicuro, forse è viva…

118: Ma in che sens…cioè cos’è successo? Lei cosa vede?

Stasi: Adesso sono andato dai carabinieri…c’è…c’è…c’è tanto sangue dappertutto e lei è sdraiata per terra

118: In strada o in casa?

Stasi: In casa

118: Si, ma è una sua parente?

Stasi: No, è la mia fidanzata

118: Quanti anni ha questa persona?

Stasi: 27

118: Va bene, adesso arriviam…mh..eh..le sembra il civico 29?

Stasi: Comunque è una via senza uscita, sicuramente trover…

118: Ma lei è in casa adesso?

Stasi: No sono in caserma, sono appena arrivato, adesso gli dico che cosa è successo

118: Mh, vabè, coi carabinieri adesso mando a vedere un’ambulanza, va bene.

L’audio originale è stato distribuito dal Corriere della Sera online in giornata. Potrete farvi la vostra idea del delitto di Garlasco ascoltandolo. Basta collegarsi al loro indirizzo Web.

ASCOLTA LA TELEFONATA DI ALBERTO STASI AL 188: L’AUDIO ORIGINALE ad alta qualità

La telefonata dura in tutto 57 secondi. 57 secondi per chiedere l’intervento dell’ambulanza per una ragazza che “forse è viva” mentre Alberto percorre con la sua Golf la strada che lo separa dalla caserma dei Carabinieri. Tante contraddizioni nel suo racconto.
E una telefonata di richiesta d’auto veramente anomala. Che oggi ciascuno di noi ha la possibilità di ascoltare.

Con un audio leggermente peggiore è disponibile anche in questa versione che riportiamo qui di seguito. Prontamente disponibile su Youtube pochi attimi dopo la diffusione nei Tg nazionali.

Berlusconi Presidente? Ma non sarebbe un monarca, rassicura Dell’Utri



Bossi frena il premier: “Non parliamo di presidenzialismo”. Probabilmente perché non riesce a pronunciarlo


Scrive Spinoza, che si supera giorno dopo giorno.


E’ di oggi la rassicurazione di un uomo che lo conosce bene, e da tempo. Marcello Dell’Utri dixit:

se tra cinque anni si dovesse realizzare “l’utopia” dell’elezione diretta del presidente della Repubblica, Silvio Berlusconi potrebbe tranquillamente candidarsi, come in fondo e’ giusto che sia


A Cesare quel che è di Cesare, insomma. Mica quell’uomo si sta prodigando in opere da (buh? Ormai sempre? Da quando è nato l’Uomo?) per nulla…


Finalmente pure da noi c’e’ un premier eletto dal popolo


Dice Dell’Utri in un’intervista a La Stampa. Invece che eleggere direttamente il presidente della Repubblica forse basterebbe rafforzare i poter del premier, azzarda il giornalista intervistatore.


Risposta?

Certo si potrebbe. Berlusconi non ha emesso dei diktat, per imporre all’Italia un monarca assoluto, tanto meno se stesso


Mica.


Ratzinger line. Papa, pop-Papa, pop-Papa

Niente più eventi cattolici come concerti. Il Pontefice non è mica una rockstar, ci tiene a dire Benedetto XVI.
Detta così, il riferimento mi sembra assolutamente indirizzato alle assemblee colorate, gli incontri pieni di vita di colui che era sempre espressione del potere della Chiesa, ma che aveva improntato uno stile comunicativo innovativo, adatto ai tempi, e che alla paura, al timore, all’angoscia, aveva sostituito quanto meno movimento e coinvolgimento.
Anche Papa Giovanni Paolo II, in termini di morale, si oppose fermamente all’aborto e confermò l’approccio tradizionale della Chiesa sulla sessualità umana, sul celibato dei preti, sul sacerdozio femminile. Ma faceva meno paura sentirlo.

Tanti auguri! Scatta il nuovo allarme povertà



Ascoltavo oggi la radio, gironzolando per le solari vie del Salento. Un’indagine dimostra che il tenore della vita degli italiani, dal 2006 ad oggi, è peggiorato.


Poi, tornata a casa, ho acceso il pc, e aperto la pagina di Repubblica on line, e leggo:

Povertà, nuovo allarme dall’Istat. “Oltre il 5% fatica a comprare cibo”


Che allegria. Continuo a leggere: Dati riferiti alla fine del 2007 e destinati ad aggravarsi nel 2008. Ti pare?


Situazione particolarmente dura al Sud, per chi ha tre figli e per gli anziani.


Mi colpisce la faccenda. La mia famiglia vive a Lecce, i miei non sono più giovanissimi, hanno tre figli. Due di loro studiano a Milano, la terza arranca tra lavori precari in quel di Roma (sarei io), e come se non bastasse ha anche deciso di prendere una seconda laurea – ma a tempo perso, nè.


Nessuno si piange addosso, e stiamo e staremo molto meglio di altri. Ma che allegria.


Violante: il ponte tra maggioranza e opposizione



Dunque. Oggi la puntata della trasmissione In mezz’ora di Lucia Annunziata su RaiTre ha visto protagonisti Luciano Violante, colui che viene, per molte ragioni, considerato il vero – nonché unico – ponte tra Pd e Pdl, e Paolo Flores d’Arcais, direttore di Micromega e passato nell’immaginario, tra l’altro, per essere stato un’anima portante dei girotondi antiberlusconiani ormai di qualche anno fa. Violante critica il partito e ammette la questione morale. Fin qui, tutto bene.


Violante è la stessa persona che, in questo periodo, ha affermato più volte la necessità di riforma della Giustizia.


Nulla da dire, in termini di massimi sistemi, nemmeno qui. Ma quando nell’intervista, alla domanda Cos’altro è necessario? Violante afferma:

Integrare la composizione del Csm, con la nomina di un terzo dei componenti da parte del capo dello Stato


Mi fermo. Perché mi immagino la scena, nella persona del successore di Napolitano.


Tanti auguri da Berlusconi

E’ tanto che non parliamo di Silvio. Provvediamo subito.
Conferenza stampa di fine anno, da Villa Madama – decisamente una bella location, eh – del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Mi sono divertita a mandare avanti e indietro i video di RepubblicaTV, con la gestualità degli inquadrati accelerata e rallentata all’occorrenza.

L’Italia sarebbe pronta per il presidenzialismo

Questa la posizione di Silvio. Che, in fondo, in questo sogna una sponda nel Pd. Assai meno conciliante il commento di Repubblica, nella persona di Eugenio Scalfari.

I PARTITI non fanno più politica. Hanno degenerato e questa è l’origine dei mali d’Italia. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani, oppure distorcendoli senza perseguire il bene comune

Pd, innovare o fallire. O?



Eureka.

Un partito solido sa anche distribuire i volantini


dice oggi Bersani in un’intervista di Sebastiano Messina per Repubblica. Un nobile intento, di sapore romantico. Ricominciamo dalla base, dalla gente. In teoria, un partito sarebbe questo. In teoria.


Where’s Walter?, si chiede Spinoza.

“Nel Pd non c’è posto per i disonesti”. E dai, stringetevi un po’. Appello di Veltroni: “Mi servono più poteri”. Si vede che l’invisibilità non gli basta


Innovare o fallire, ha detto Walter. La seconda ipotesi appare assai più realistica della prima. Per innovare ci vuole materia. C’è? Ci sarà? Cosa stanno aspettando a metterla in gioco?


Non temete: ci pensa la conferenza stampa di fine anno del primo ministro a dare materiale sul quale riflettere.


Parmalat, Tanzi & aggiotaggio

Una condanna pesante, quella che vede protagonista Calisto Tanzi. Lui e alcuni revisori sono gli unici responsabili delle false comunicazioni al mercato nel crack della Parmalat secondo la sentenza del Tribunale di Milano.
Dieci anni di reclusione, quindi, all’ex patron della Parmalat: il reato è aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza.
Ma cos’è l’aggiotaggio?
E’ l’articolo 501 del Codice Penale, intitolato Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio, a definirlo.
Qui, una ricostruzione impietosa della vicenda Parmalat. In fondo, la Casta e l’aggiotaggio dicono non siano due mondi sconosciuti.

Vaticano e Omosessualità. Il problema è altrove

Altro capitolo della questione Vaticano e omosessualità. Il motivo è sempre la mozione che la Francia ha presentato alle Nazioni Unite contro il perseguimento penale dell’omosessualità in vigore in diversi Paesi del mondo. Riguardo a questo caldo tema abbiamo già detto la nostra; il “problema”, però, è da ricercare altrove. Facciamo un esempio: qualche Lunedì fa su RaiDue, Vladimir Luxuria ha vinto l’Isola dei Famosi, sdoganando l’omosessualità anche a chi non si era mai accorto di avere un parlamentare omosessuale nella legislatura precedente. Il Lunedì successivo alla fine definitiva dell’Isola dei Famosi, RaiDue ha proposto il film “Brokeback Mountain” che, nonostante sia stato mandato in onda in seconda serata, era in versione censurata (privo cioè della scena di sesso tra i due protagonisti uomini). Nel frattempo Vladimir Luxuria, dopo la vittoria allo show televisivo, proclama il suo orgoglio di essere omosessuale mentre la Ventura ringrazia per “la bella lezione“. È proprio questo il nocciolo della vicenda: sarà tutto finito il giorno in nessuno dovrà sentirsi diverso e orgoglioso di esserlo. Che Francia e Vaticano facciano quel che vogliono, siamo noi a dover cambiare atteggiamento.

Pd: qualcuno disse Yes, we can

Yes, we can, dicevano. E si presentavano come i paladini del cambiamento. Da lì, l’idea delle Primarie, che era così bella, e che, per i più ingenui, ha portato con sé una ventata di aria fresca. Un cambio di facce sulle poltrone del potere.
Certo, pure Berlinguer, co stà questione morale…

Ruanda: Finalmente Colpevoli!

Una delle cose che maggiormente mi irrita quando osservo l’andamento delle “faccende” internazionali, è che il più delle volte, specie quando ci si ritrova in mezzo non solo a un conflitto a due, ma con delle parti in causa esterne quali ad esempio possono essere l’ONU o chi per loro, la velocità con cui si fanno le cose diviene incredibilmente burocratica e lenta; macchinosa verrebbe da dire. Fortunatamente però la giustizia terrena ancora funziona e anche se con quasi 14 anni di ritardo arrivano delle condanne pesanti come macigni.

Vedi Napoli e poi muori



E’ scoppiato un nuovo scandalo. Un enorme scandalo, che ha come location la città di Napoli. Una città, invero, meravigliosa.


Bufera sul Comune, quindi, per l’inchiesta legata alla delibera Global Service: una gara d’appalto da 400 milioni poi ritirata per mancanza di fondi. Qui la diretta dei fatti. Rutelli si è presentato in procura a Napoli per dichiarazioni spontanee. E’ uscito anche il suo nome.


Rosa Russo Iervolino, oltre ad aver comunicato a Veltroni che non si dimetterà, chiede un confronto in seguito all’arresto di due assessori.


Per riflettere sulle parole di oggi di Gennaro Carotenuto:

…l’unica cosa che conta sono le poltrone, i soldi, la spartizione delle tangenti come delle carriere, E Bocchino di Alleanza Nazionale (quello dei pizzini di Latorre) può dire che lui insieme al deputato del PD Lusetti e al faccendiere Romeo sono “un sodalizio”. E dove il caso Villari, ancor più di Pescara e Napoli ha messo a nudo l’incapacità di scegliere la classe dirigente di centro-sinistra. Hanno fatto un partito con il manuale Cencelli nel quale l’unica cosa che prevale oltre ai giochi di potere è il diritto di veto su tutto


Per riflettere.


Partito Democratico, ovvero: una squadra compatta



Parlare del Pd è come sparare sulla Croce Rossa. E fa male, in fondo. Per la grande delusione che c’è nel leggere quello che accade. Per la grande delusione di aver sperato in qualcosa di nuovo, in qualcosa di decisivo, in qualcosa di SOCIALE E RIFORMATORE. E poi.


Scrive oggi Enzo Di Frenna, riepilogando lo stato dell’arte del Partito Democratico:

• due assessori Pd arrestati a Napoli.
• stessa inchiesta a Napoli: parlamentari Pd coinvolti.
• Del Turco (Pd) arrestato in Abruzzo, si candida nel Pdl.
• Bassolino (Pd) sotto processo, non si dimette.
• D’Alema (caso Unipol) sega le gambe a Veltroni
• La Torre (caso Unipol) lascia pizzini anti-Di Pietro
• Villari (Pd) cacciato dal partito, non lascia la Vigilanza
• Napolitano presidente (Pd) firma il lodo Alfano
Alla faccia del nuovo partito…


E poi. Il Sindaco di Pescara, D’Alfonso, ai domiciliari.


Iraq: Troppe promesse da marinaio

Una volta erano loro, i marinai, i grandi realizzatori di promesse non mantenute. Giungevano ad un porto, magari trafiggevano d’amor il cuore di una bella donzella promettendole di stare per sempre al suo fianco, ed improvvisamente fuggivano sulla prima barca. La motivazione era che lontano dal mare loro non potevano stare, la verità forse era che il peso da “legato” risultava troppo eccessivo.

Da provetti marinai, anche i leader delle grandi potenze mondiali che occupano l’Iraq, si dannano nelle parole più lodevoli al fine di far credere al popolo iracheno e all’opinione pubblica internazionale che l’addio dalla ex terra di Saddam è vicino. La nuova promessa, fatta da Gordon Brown, è che verso la metà del 2009 dovrebbe arrivare la partenza definitiva.

Una promessa come tante altre, un seguito inarrestabile di parole su parole, che troppo spesso sono state sprecate senza pensare effettivamente a chi, questa situazione, magari la vive veramente e che spera un giorno di poter divenire libero. Perchè la libertà non è passare da una schiavitù ad un altra, ma rendere ad un paese la possibilità di scegliere del proprio destino.