Francia: La nuova tappa del terrore

di Paolo Riva Commenta

Risulta ormai impossibile, all’uomo medio, poter vivere la vita senza pensare, almeno per un istante di essa, al fatto che d’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, una catastrofe possa abbattersi sulla propria persona. Mi sono ritrovato a fare questo pensiero in mattinata quando, a causa dei miei impegni universitari, mi sono recato a Milano e ho atteso, per qualche minuto, in stazione il mio convoglio. Alcuni minuti che mi hanno fatto riflettere sulla nuova striscia di terrore che sta invadendo l’Europa.


Una volta il “cattivo” era Osama Bin Laden, era Saddam Hussein, il terrorismo era meglio identificabile con la caccia all’uomo, con la cattura di questo o quel leader che parevano essere gli unici artefici di quanto stava succedendo nel mondo occidentale e di quanto sarebbe potuto accadere nel prossimo futuro. Eppure la politica del terrore, in questi 7 anni, ha subito una forte e brusca evoluzione che ha condizionato anche il metodo di indagine.

La caccia all’uomo, con la cattura e la morte di Hussein e la “scomparsa” di Bin Laden, è sostanzialmente conclusa ed ognuno di noi è in scacco, in ogni istante, ad una delle migliaia piccole organizzazioni che rivendicano questo o quel accadimento. Così fu qualche giorno fa proprio in Brianza, così è stato in Francia con i 5 ordigni inesplosi ritrovati all’interno di un centro commerciale.

In un periodo in cui di certo la vita non ci offre grandi soddisfazioni, la crisi economica sta lentamente colpendo i ceti sempre più alti, lo stress che il terrorismo apporta sulla società di oggi è un ulteriore disagio per chi, come il sottoscritto ma come tanti altri al mondo, cerca di vivere la vita lottando per la propria felicità. Senza bisogno di nascondersi dietro idealismi che tanto possono sembrare “cool” a seconda del periodo dell’anno.

Una felicità per cui è giusto combattere e per la quale non bisogna assolutamente scendere a compromessi, come lo stesso presidente francese Nicolas Sarkozy ha affermato poco fa, perchè ognuno di noi merita di vivere la propria vita senza che questa finisca per la tragica scelta di un altro uomo come noi.

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