Nel nome della rosa… Bianca

di Paolo Riva Commenta

Ormai è deciso. Il 13 aprile sarà il giorno in cui gli italiani verranno chiamati alle urne per scegliere, per l’ennesima volta, di che morte morire…ehm…scusate…chi dovrà governare il paese nei prossimi cinque anni.

A differenza di tutte le altre volte, quest’anno, sembra però esserci un clamoroso effetto sorpresa, chiamato Rosa Bianca. A prima vista non è che la Rosa Bianca mi abbia colpito in maniera particolare, però, anche grazie alle discussione che ho avuto modo di intrattenere con pierfrancesco99 qui sul nostro blog, devo ammettere che sto incominciando a ricredermi.

Per la Rosa Bianca, va detto, ci sono sia punti a favore sia punti contro; l’importante per Baccini, Tabacci e compagni cercare di serrare le fila quando conterà e portare il proprio partito verso la fatidica soglia del 4%, la soglia per iniziare a vivere.

La mia opinione iniziale, appena ho saputo che sarebbe nata la Rosa Bianca (a proposito la Rosa Bianca attualmente non è ancora nata, l’ufficialità avverrà venerdì mattina a Montecitorio; il simbolo dovrebbe essere una rosa bianca su sfondo blu) non rimasi più di tanto stupito. Arrivano le elezioni è la nascita dei partitini è ormai un’usanza di questo paese. Sigle su sigle che nascono e scompaiono in un amen.

Eppure questa nuova realtà è sembrata subito differente. Ha voluto puntare su se stessa, tant’è che ha già deciso di concorrere da sola alle prossime elezioni. Non ci potevo credere. Un nuovo partito, non schierato, o meglio né di sinistra né di destra, che si aspettava di guadagnare una quantità di voti superiore al 4%. Una scommessa. Che però sembra avere tutte le carte in regola per realizzarsi.

Gli italiani sono stanchi. Stanchi delle solite promesse non mantenute o mantenute solo a metà, stanchi di dover pagare servizi che vedono con il binocolo, stanchi di dover continuare a sentire di essere gli ultimi in Europa. In una situazione di delusione cosmica quale è quella italiana, una nuova realtà potrebbe essere fondamentale, soprattutto dopo aver visto la voglia di astensione da parte delle popolazione.

Unico difetto, dopo una prima attenta osservazione, sono le persone che costituiranno il partito. Non me ne abbiano Tabacci e Baccini, ma mettersi in prima fila potrebbe rivelarsi un errore. La gente è stufa delle solite facce da parlamento, vuole gente fresca e, con tutto il rispetto per i due, sarebbe meglio se lasciassero spazio a giovani personalità, piuttosto che mostrare, in nuova salsa, il volto “vecchio” della politica.

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