Milano ballottaggio, Torino a Fassino e Bologna a Merola

di Michele Laganà Commenta

Foto: Ap/LaPresse

Milano choc per Berlusconi”; “Sorpresa a Milano, Pisapia in testa”; “Milano la sconfitta di Berlusconi”; “Milano punisce Pdl e Lega”. Questi sono i principali titoli dei quotidiani usciti questa mattina. Sicuramente la notizia che maggiormente ha stupito tutti gli elettori e non solo è stato il voto di Milano. A Milano, roccaforte del centrodestra fin dal 1993, uno scatenato Pisapia ha ottenuto un ottimo 48,0% dei consensi totali degli elettori, contro il sindaco Moratti, che invece arriva solo al 41,6%.

Ma è un centrodestra in crisi quello visto ieri? Sicuramente nessuno poteva immaginare un risultato simile per queste amministrative, alcune delle principali città del centrodestra sono cadute sotto i colpi di una campagna elettorale del centrosinistra. Fassino ottiene un ottimo 56,7% arrivando cosi a vincere di gran lunga sul candidato del centrodestra Coppola, che ottiene solamente un 27,3%.

Bologna viene assegnata al centrosinistra, il candidato Merola, arriva ad ottenere un 50,5%, che gli permette di occupare il posto di primo cittadino. Ottimi risultati anche per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che in alcune città riesce ad ottenere fino al 10% dei consensi popolari. A Milano il gruppo di Beppe Grillo, si porta a casa il 3,2%, mentre a Torino, con il candidato Bertola, raggiungo il 5,0% ed a Bologna, con Bugani, arrivano anche al 9,5%.

In molti hanno dichiarato che ormai, il Movimento 5 Stelle è una realtà di cui la politica dovrebbe iniziare a prendere atto.

Ennesima sorpresa a Napoli, dove un De Magistris guidato da un IDV scalpitante, ottiene un ottimo 27,5% contro il candidato del centrodestra Lettieri che raggiunge il 38,5%. In terra partenopea il candidato del centrosinistra Marcone, arriva fino al 19.2%.

Affluenza in calo ma il voto si è svolto regolarmente. Per le comunali si sono recati alle urne il 71.09% degli aventi diritto, con un calo del -1,79% rispetto alla scorsa tornata elettorale. Per le votazioni delle provinciali, invece, si sono recati alle urne il 59,63% con una flessione in negativo pari a -1,25% rispetto alla scorsa tornata di elezioni.

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