Domani manifestazione dei precari, mentre Berlusconi fa battute con i neolaureati

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

Il contrasto è abbastanza stridente: domani, infatti, saranno in piazza a manifestare, a Roma e in altre città, i tantissimi giovani precari costretti a lavorare quanto i loro “colleghi” più “anziani”, ma in cambio solamente di qualche centinaia di euro al mese, spesso senza contributi previdenziali e senza diritti. Oggi, invece, il presidente del Consiglio, che dovrebbe avere tra le sue principali preocuppazioni proprio quella di cercare di porre rimedio alla difficile situazione economica e di contrastare la disoccupazione giovanile, ha intrattenuto il pubblico di neolaureati del progetto “Campus” dell’ Università La Sapienza di Roma con una serie di battute e consigli per “vendere” se stessi e il prodotto.
Un giovane laureato che dice di voler fare solo “un pò” di carriera, ad esempio, viene rimproverato, perchè, afferma il premier, “Così cominci male. Devi dire “un carrierone”. Sei tu che devi importi agli altri, non sono gli altri che devono accettarti”. Richiama quindi all’ottimismo, all’ambizione, dice “di girare con il sole in tasca”, e dà persino consigli sul look: niente barba, che secondo lui “Induce diffidenza nell’ interlocutore, può nascondere una malformazione. Se troppo vasta può nascondere l’ espressione del viso”.

Addirittura, ad un ragazzo calvo seduto in prima fila, offre “Il telefono del mio dottore, cosi “spiega ” avrai una chioma come dovrebbero averla tutti i giovani”. Il sapersi vendere, il saper apparire, insomma, quasi come “qualità principale”.
Quando, poi, due laureate salgono sul palco, il Cavaliere si rivolge a loro dicendo: ” Siete così brave che mi viene voglia di invitarvi al bunga-bunga”, per poi “concludere in bellezza” con una barzelletta a sfondo sessuale, che, oltre a non far ridere, provoca qualche imbarazzo anche nel ministro Giorgia Meloni.
I ragazzi che, invece, si apprestano a manifestare contro la precarietà, organizzati nel Comitato “Il nostro tempo è adesso”, hanno rivolto un messaggio indirizzato proprio al presidente del Consiglio, in cui prima si “snocciolano” le cifre, pesanti, sulla condizione giovanile: ” Il 30 % di disoccupazione giovanile, due milioni di giovani che non studiano non lavorano e non si formano, l’ esercito di lavoratori precari rimasti senza lavoro e senza reddito con la crisi economica”. Quindi, la richiesta al premier: “Gli chiediamo di farsi da parte per aver trascinato la nostra generazione e questo Paese in un baratro di povertà, depressione e disoccupazione” e “Per raggiunti limiti d’età e per furto aggravato di presente, di futuro e di dignità a questo paese”.
Apprezzamento, invece, viene espresso per il presidente della Conferenza Episcopale, Cardinale Angelo Bagnasco, che oggi, in un incontro, aveva affrontato anche il tema del lavoro, auspicando che “Il precariato sia sempre una fase estremamente transitoria”.
La manifestazione principale si terrà domani, a Roma, con una “street parade” che partirà alle 15 a piazza della Repubblica e terminerà al Colosseo, ma sono previste manifestazioni anche a Milano, Napoli, Torino e Palermo e persino a Washington e Bruxelles.

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