L’Uomo di Arcore ha detto NO!

di IsayStaff Commenta

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Un po le fattezze le ha. Chi non ricorda la famosa pubblicità di qualche anno fa, dove il famoso uomo “dalla montagna” (non possiamo dire che è del monte altrimenti potremmo incappare in qualche problema di messaggio promozionale) vestito di tutto punto scendeva verso i suoi campi e confermava la qualità del prodotto con un silenzioso annuire con la testa. Bastava solo questo per fare urlare il contadino nelle sue vicinanze con le parole che tanto hanno reso famosa questa pubblicità: “L’Uomo “della Montagna” ha detto SI!”.

Ma questa volta non parliamo di uomini della montagna, ma di Arcore, che in montagna proprio non sta, anzi siamo in collina proprio a ridosso della bassa Brianza, e l’uomo in questione non sembra proprio intenzionato a dire di Si, anzi tutt’altro. L’argomento della famosa negazione è l’election day e l’uomo del NO, se qualcuno ancora non lo avesse capito, è il cavalier Silvio Berlusconi.

Nella giornata di ieri infatti, Berlusconi ha deciso di porre il suo veto sull’approvazione del decreto legge che permetterebbe l’unificazione della data delle elezioni politiche e amministrative. Una specie di supermartedì alla italiana insomma. Una proposta, quella dell’election day, che richiedeva massima convergenza come da parole del Capo dello Stato, che però rischia di cadere ancora prima di vedere la luce.

L’election day di suo potrebbe portare molteplici vantaggi, come già accennato qualche giorno fa, sempre qui su politicalive attraverso le parole di Luca Cordero di Montezemolo. L’Italia è un paese che usufruisce troppo spesso del potere delle elezioni, di qualsiasi matrice esse siano. Non passa mese in cui un partito non si trova in campagna elettorale. Il che porta gli stessi a spendere molteplici risorse economiche e soprattutto a “distrarsi” dal progetto elettorale e dalle conseguenti promesse poi quasi mai mantenute.

Un election day che quindi porterebbe ad un notevole risparmio economico, che in un periodo come questo sicuramente farebbe bene agli italiani, specie dopo le novità trapelate riguardo il tesoretto. Eppure Silvio ha detto NO! Le motivazioni di questa scelta si ritrovano in un solo punto.

Confusione. Questo è il terrore di Berlusconi che vuole evitare di accorpare tutte le votazioni in un giorno solo, per non confondere i cittadini che si dovranno recare alle urne. Troppo spesso le schede elettorali sono più difficili di un testo da tradurre in latino e troppe schede potrebbero portare ad una sostanziale perdita di voti a causa di errori. Errori che, visti i risultati delle ultime elezioni con un testa a testa fino alla fine, Berlusconi vorrebbe evitare.

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