Passi la propaganda, che in queste settimane sembra avere preso decisamente la ribalta. Ma adesso forse si sta esagerando. Dopo i primi giorni di sbigottimento dovuti a dichiarazioni di fuoco e candidature preoccupanti – è vero – ci si fa l’abitudine ed anche le indiscrezioni più scabrose scivolano nottetempo nell’oblio. Ci sono però delle notizie che non possono passare inosservate. Proprio non ci riescono. Meno male.


E’ di ieri la polemica tra il Piddì e l’Arcobaleno, per la candidatura col botto da parte della sinistra – finalmente basta equivoci! – di Ciro Argentino, operaio della Thyssen e dirigente locale del Pdci piemontese.


Il botto è quello che ha fatto esplodere stamattina il segretario del Partito dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto, annunciando che il posto per Argentino, glielo cede lui, e volentieri. Questo per rispondere alla provocazione giunta nella mattinata di ieri dal loft del PD:

Perchè non hanno candidato Ciro Argentino, l’operaio della Thyssen Krupp?

A chiederlo sono Vincenzo Vita e Paolo Nerozzi, entrambi candidati del Pd. Detto fatto.

Ho deciso di continuare a fare politica come segretario del partito e stando fuori dal Palazzo. Questa è la diversità dei comunisti italiani ed è il nostro modo di combattere la casta

Diliberto fuori, Argentino dentro, capolista in Piemonte. Un colpo che la sinistra saprà superare ma che apre lo spazio ad alcuni dubbi. Forse Diliberto ha approfittato della nobile opportunità per defilarsi da un contesto che, per come si sta delineando, rischia di produrre una composizione parlamentare da palinsesto televisivo. Incassando, a titolo di bonus, il sicuro plauso della cosiddetta base, sempre affascinata dalle scelte coraggiose.


O forse il segretario del PDCI ha sinceramente voluto mandare un segnale di chiarezza, diciamo pure lanciare il guanto della sfida a Veltroni, asso pigliatutto della campagna elettorale. Forse tutte e due le cose. Non a caso Diliberto solo pochi giorni fa aveva definito il programma del PD di destra. E non a caso – cinicamente – alla candidatura che sa di risarcimento di Antonio Boccuzzi è stata contrapposta quella tutta fabbrica e sezione di Argentino.


Thyssen contro Thyssen. Ovvero, compagni dividetevi!

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