Italia-Brasile, il caso Battisti in campo

di Angela Gennaro Commenta

Il caso Battisti è ancora hot. Perché l’Italia è l’Italia, non un altro paese. E siccome l’Italia è, appunto l’Italia, ecco che sbuca fuori il calcio. Perché per il 10 febbraio sarebbe prevista una bella partita, un’amichevole, proprio tra Italia e Brasile. E il Brasile è proprio il paese che ha rifiutato di restituire Cesare Battisti all’italica giustizia.

Lula ha detto no, e ora la politica italiana non trova nulla di meglio da fare che buttarla sul calcio. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, proprio non ci sta. Questa partita non s’ha da fare. Ha pure in tasca un bel biglietto per la stessa, ma giura e spergiura che non si presenterà. Andreotti prova a ricordare che politica e sport non c’entrerebbero, ma ormai la polemica è partita. Così italica.

La Meloni, già che c’è, ha un’altra idea: far presentare tutti i giocatori in campo con una fascia nera al braccio in segno di lutto.

Antonio Matarrase, presidente della Lega calcio, prova a riportare la sua razionalità in campo: la Nazionale italiana sarà ospite dei brasiliani e, insomma, non faremmo una bella figura se ci presentassimo con il lutto al braccio: non sarebbe mai consentito dalla Fifa. Anche il Gigi Buffon nazionale dà all’idea della bella Ministra dell’esagerata e fuori tempo.

Insomma: ma sì, buttiamola in caciara come di consueto.

Nel mentre, già che ci siamo, viene tirata in mezzo anche la Francia. Ahivoglia Carlà a dire che col caso Battisti non c’entra niente, lei. Ecco l’intervista a Cesare Battisti, che per l’Italia resta un terrorista e che dell’Italia starà ridendo, dove dice un paio di cosette piccanti. Non su Carla Bruni, sia chiaro (nega che sia intervenuta in suo favore, perché non ne avrebbe avuto motivo), ma sul fatto che sarebbe stato aiutato nella fuga dai servizi segreti francesi.

à toute à l’heure…

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