Il 2007 della missione italiana in Afghanistan

di IsayStaff Commenta

Missione di pace e di civiltà. Gli Italiani in Afghanistan, per ricostruire un Paese. Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha fatto loro visita a Natale, e si è commosso. Invero, i soldati di casa nostra si distinguono per impegno e passione. Riscuotendo anche una certa simpatia tra la popolazione locale. Ma la missione militare di pace in Afghanistan conclude questo 2007 con una riflessione di bilancio pesante: sono undici gli italiani rimasti uccisi nel Paese per incidenti, salute o attentati, da quando la missione stessa ha avuto inizio.

La lista delle perdite è troppo lunga, per una missione di pace. Il 3 ottobre 2004, il Caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, è morto alla periferia di Kabul, in un incidente. Il mezzo sul quale viaggiava è uscito di strada. Pochi mesi dopo, il 3 febbraio 2005, il Capitano di fregata Buono Vianini, su un aereo civile in volo da Herat a Kabul, è precipitato in una zona di montagna a sessanta chilometri a sud-est della capitale. Ad un anno di distanzadalla prima vittima, l’11 ottobre 2005, muore il Caporal maggiore capo Michele Sanfilippo, di 34 anni. Il suo cadavere è stato trovato nella camerata del battaglione Genio a Kabul: è stato colpito alla testa da un proiettile sparato accidentalmente da un suo commilitone. Il 2006 è stato un anno senza vittime. Decisamente il contrario dell’anno appena terminato.

Il bilancio del 2007. Il 5 maggio scorso, un ordigno è esploso al passaggio di una pattuglia italiana su due veicoli blindati a sud-est di Kabul. Muoiono gli alpini tenente Manuel Fiorito, 27enne, e il maresciallo Luca Polsinelli, ventinovenne. Due mesi dopo, il 2 luglio 2007, il tenente colonnello Carlo Liguori muore ad Herat in seguito ad un infarto al miocardio, a 41 anni. Settembre è il mese più drammatico: il 20 il Caporal maggiore Giuseppe Orlando, di 28 anni, muore in un incidente: il “Puma” su cui viaggiava la sua pattuglia, diretta a Chahar Asyab, si capovolge a causa del cedimento del terreno. Il 24 settembre, l’agente del Sismi Lorenzo D’Auria viene ferito durante il blitz delle forze speciali britanniche, compiuto per la sua liberazione. Morirà pochi giorni dopo, il 4 ottobre, all’ospedale militare di Roma. Due giorni dopo, il 26, a Chahar Asyab, a circa tredici chilometri da Kabul, un ordigno esplode al passaggio di una pattuglia di soldati italiani: il Caporal maggiore Giorgio Langella, 31 anni, muore sul colpo, mentre altri cinque uomini vengono feriti. Tra questi, pochi giorni, dopo il Caporal maggiore Vincenzo Cardella non ce la farà. L’ultimo caduto italiano in Afghanistan è il maresciallo Daniele Paladini. Il 24 novembre scorso, nella valle di Pagman, a 15 km da Kabul, un attentatore suicida si è fatto esplodere in occasione dell’inaugurazione di un ponte realizzato dai militari italiani.

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