Esplosioni a Kabul, Nato sotto attacco

Forti esplosioni a Kabul. La NATO è sotto attacco!

Nuove e forti esplosioni sono state udite a Kabul nella zona intorno le ambasciate, la quale è stata subito chiusa. Lo riferiscono alcuni testimoni presenti sul posto. Dopo queste forti esplosioni sono stati uditi alcuni colpi di arma da fuoco, la polizia ed altri funzionari hanno subito chiuso al traffico la zona dove si trova l’ambasciata americana e le altre aeree dove sono presenti dei luoghi di simbolo politici.

Ci sono state un’esplosione ed una sparatoria e ci sono uomini armati a a Abdul Haq Square” ha così riferito all’Ansa Mohammad Zahir, che poi aggiunge “Potrebbe trattarsi di attacchi kamikaze ma non è ancora chiaro al momento”. Secondo alcuni talebani, diversi uomini armati di RPG, Ak47 e cinture esplosive, si sono diretti verso ministeri e servizi segreti. Il portavoce dei talebani ha poi confermato che “Gli obiettivi primari sono l’edificio dei servizi segreti ed un ministero” lì a Kabul. Un attacco in pieno stile talebano, organizzato sotto ogni punto di vista. C’è chi parla di un possibile attacco alla NATO.

Kabul: sparano su soldati NATO

Foto: Ap/LaPresse

Intorno alle 8.30 della mattinata, un soldato Afghano ha aperto il fuoco contro i militari della Nato all’aeroporto di Kabul. Una fonte interna ha comunicato che l’assalitore sarebbe un colonnello in pensione che è riuscito ad introdursi nella base della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (l’Isaf). Sarebbe 4 i feriti, due solati afghano e due stranieri.

Il ministero della Difesa afghano ha precisato che l’attacco è avvenuto intorno alle 11 (8:30 italiane) e che lo scontro a fuoco è durato pochi minuti.

Quel grido: “Ritirateli”

kabul funerale romaUn grido. La messa. E un grido.

Ritirateli, quanti morti ci devono essere ancora?

Silenzio, frasi rituali, scambiatevi un segno di pace. E un grido dalla folla, mentre le supreme cariche dello Stato, in lacrime più o  meno sincere, come Santa Messa vuole, il segno di pace se lo scambiavano. Un grido. Pace, pace, pace. Chi ha seguito la diretta tv, da qualunque punto di accesso, ha sentito quell’uomo ripetere: pace subito.

PD Lazio, il tricolore al contrario

pd lazio

Una figuraccia? Guardate questo poster. Da venerdì scorso c’è un poster come questo in molti angoli della città di Roma. Il Pd Lazio comunica così il suo cordoglio per la morte dei militari italiani a Kabul. Cordoglio, ed errore. Ciao ragazzi, scritta semplice su fondo nero. Poi il logo del Pd Lazio. E a sinistra, in alto, un tricolore. Piazzato, però, nell’ordine sbagliato. Se può consolare, l’ordine sarebbe giusto in Ungheria. Verde, bianco, rosso? No: rosso, bianco e verde.

Afghanistan, 6 parà morti

attacco italiani afghanistanDa Spinoza.it su Twitter:

La Russa: “L’obiettivo della missione non cambia”. È sempre quello di tornare a casa vivi. [lorberto]

Insomma. Attentato kamikaze nella capitale dell’Afghanistan, Kabul, contro due blindati del contingente italiano. Le vittime (italiane) sono sei, tutti parà della Folgore, tra i 26 a i 37 anni. Ci sono anche quattro militari italiani feriti, insieme a 60 civili afgani e 15 morti. Le salme non arriveranno in Italia prima di sabato.

E via alla politica. Napolitano: “Dolore e riconoscenza ai nostri militari”. Berlusconi: “Cordoglio e solidarietà, sono caduti per la libertà”. La Russa in Senato: “Infami e vigliacchi, non ci fermeranno”. Karzai: “Grati agli italiani, non dimenticheremo mai”. Bossi: “A Natale tutti a casa”. Salvo poi sentire le smentite del resto della maggioranza. Che suonano più o meno come un “non si è spiegato bene”. La solita confusione all’italiana, insomma. Interessante la ric0struzione e l’analisi di Lucio Caracciolo, direttore di Limes.

A sei anni da Nassiriya (12 novembre 2003), una nuova tragedia. E voi cosa ne pensate? Le truppe italiane in Afghanistan dovebbero rientrare? La missione di pace è veramente tale, o siamo in guerra?

Attentato a Kabul, tra le vittime anche italiani

Kabul

(ANSA) ROMA – Sarebbe di 6 morti il bilancio dell’attentato di oggi a Kabul e tra questi, come confermato da fonti del ministero della Difesa e dello Stato maggiore della Difesa, anche dei militari italiani.

Almeno due mezzi militari italiani sono rimasti coinvolti nell’attentato, secondo quanto mostrato dalle immagini trasmesse dalla tv afghana Tolo.

Secondo fonti citate dall’agenzia Afp nell’attentato ci sono stati tre morti. Testimoni oculari riferiscono che su i due lati della strada, case e negozi sono andati distrutti.

Foto|Wikipedia

Il 2007 della missione italiana in Afghanistan

Italy

Missione di pace e di civiltà. Gli Italiani in Afghanistan, per ricostruire un Paese. Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha fatto loro visita a Natale, e si è commosso. Invero, i soldati di casa nostra si distinguono per impegno e passione. Riscuotendo anche una certa simpatia tra la popolazione locale. Ma la missione militare di pace in Afghanistan conclude questo 2007 con una riflessione di bilancio pesante: sono undici gli italiani rimasti uccisi nel Paese per incidenti, salute o attentati, da quando la missione stessa ha avuto inizio.

Prodi ai militari: “Vi vedo e mi commuovo”

Un messaggio che arriva dal cuore, e da altra parte non potrebbe arrivare visto i destinatari del discorso, quello del premier Romano Prodi, che il giorno dell’ante-vigilia di Natale si è recato, a bordo di un C-130, in Afghanistan a visitare i soldati di istanza a Kabul e ad Herat, i due avamposti italiani del paese.

Un viaggio, quello di Prodi, non solo di visita ma anche di augurio “ufficiale” da parte della Nazione ai valorosi militari che combattono per una nobile causa, quella di garantire e permettere al popolo afghano di “crearsi” una nuova vita, dimenticandosi il passato di dominio talebano.

A Nightmare before Christmas – Parte II

Epifani

Credeva di poter passare delle festività mediamente serene. Dopotutto, aveva persino ottenuto la fiducia sulla Finanziaria. E’ andato anche a Kabul, e si è commosso. “Grazie soldati, siete l’orgoglio d’Italia”. Su Alitalia infuriano le polemiche da più parti. Ma ha detto 15 gennaio, e se 15 gennaio non sarà, plausibilmente sarà dopo. Chissà che il panettone non plachi un po’ gli animi. Ma il Professore sa ormai da tempo che i canditi non attaccano con Guglielmo. Perchè Epifani, oltre ad essersi pronunciato sull’affaire Alitalia, ha mandato il suo messaggio alla nazione. Un sindacalista che parla di salari e di fisco.