Betlemme. E’ di nuovo Natale

di Angela Gennaro Commenta

Betlemme torna ad essere la città sfondo di ogni presepe. La Cisgiordania si colora di nuovo di Natale, racconti, leggende, storie e Storia dalle tinte forti. Le più forti. Turisti, pellegrini, gente, voci, colori. Sono decine di miglaia, e sono proprio a Betlemme. Sono qui, nella città di Gesù Bambino, per festeggiare questo Natale. Di nuovo, ancora. Per la prima volta da quando è cominciata la seconda Intifada. Era il lontano settembre del 2000.

Non c’è più silenzio, per le strade di questa città simbolo. I visitatori, intervistati dalla stampa locale e internazionale, sono felici. “Ho chiesto il permesso per accedere ieri, alla Vigilia, e l’ho ottenuto per ritornare anche oggi“. Si respira un’aria diversa. Un timidio accenno di ottimismo, perorato dalle cifre: più che raddoppiati i visitatori quest’anno rispetto al 2006. Per l’intero periodo natalizio, si prevedono più di 40.000 persone. Dal 2000 ad oggi, gli ingressi hanno registrato un tracollo, e questi numeri lasciano ben sperare, andando oltre le più rosee previsioni.

E’ successo tutto ad Annapolis. George W. Bush ha perorato la causa della pace in Medio Oriente, anche con una certa fretta. “La pace è possibile. Ci credo io. E ci credono loro”, aveva detto, a fine novembre, incontrando il premier israeliano Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen. Un risveglio dopo sette anni di inazione. Un risveglio nella conferenza di pace che ha aiutato l’ottimismo.

Un ottimismo che non prescinde dalla sicurezza. Le strade sono circondate e presidiate dalle forze dell’ordine palestinesi, soprattutto nei pressi della Chiesa della Natività. Il patriarca Michel Sabbah ha guidato la processione dalla città vecchia di Gerusalemme alle porte di Betlemme. Questo paese appartiene a Dio. Non può essere – ha detto nel suo sermone, a mezzanotte – per alcuni un paese di vita e per altri un paese di occupazione e una prigione politica“.

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