Il governo approva il rifinanziamento delle missioni. Ritiro soldati, Napolitano frena Bossi

di Luca Fiorucci Commenta

 
Foto: AP/LaPresse

Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero, che prevede comunque una riduzione del costo delle operazioni dagli 811 milioni di euro del semestre scorso a 694, come annunciato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Ieri la Lega aveva annunciato la possibilità di un ritiro di alcuni soldati, e oggi il leader del partito, Umberto Bossi, al termine della riunione, ha dichiarato: “Grazie alla Lega migliaia di soldati torneranno a casa“. Ma oggi era stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a frenare su questa ipotesi, affermando: “No a decisioni o ritiri unilaterali: toghether out or toghether in”.
Oggi, dopo l’incontro a Palazzo Chigi tra il premier Berlusconi e i ministri La Russa, Calderoli, Frattini, Maroni e Tremonti ed il sottosegretario Letta, è stato quindi deciso che l’importo complessivo per le missioni ammonterà a circa 700 milioni di euro, comprensivi di altri tre mesi di impegno in Libia, mentre verrà ridotto di circa 600 uomini il contingente in Libano.
Il ministro Calderoli, invece, ha annunciato che “Dei 9950 militari attualmente impegnati, 2078 uomini rientreranno a casa entro fine anno”, e di questi, ha aggiunto, “mille uomini rientreranno entro il 30 settembre 2011, mentre gli altri 1078 entro il 31 dicembre 2011″.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, invece, avrebbe firmato il decreto che rifinanzia le missioni militari solo dopo aver ottenuto l’ok dal Consiglio dei ministri ad un’ordinanza che assegna 440 milioni di euro alla Protezione Civile per la gestione dell’emergenza profughi, oltre all’assenso del governo a prolungare il pattugliamento delle navi della Marina Militare davanti alle coste tunisine.
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha voluto sottolineare che 15 milioni di euro saranno destinati alla sicurezza dei soldati italiani in Afghanistan, pur precisando che per tale missione bisognerà “valutare entro il 2012 una modifica dell’impegno“. Riguardo alla Libia, La Russa ha poi precisato che “l’impegno resterà identico”, nonostante il rientro della nave Garibaldi con i suoi tre aerei, perchè ci sarà un maggiore coinvolgimento delle basi terrestri.
Era stato Calderoli, ieri, a chiedere un “confronto politico” sul tema del rifinanziamento delle missioni militari, rifinanziamento che la Lega non vede di buon occhio, ed oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini ha fatto sapere che sarebbe stato raggiunto “un accordo che ha soddisfatto tutti“. Il leader leghista Bossi sembra infatti vestire i panni del “pacifista”,affermando: “Gli americani si sono accorti che la democrazia non si può esportare con la forza“, per poi aggiungere:” Il mondo sta cambiando e noi siamo stati attenti e abbiamo chiesto di cambiare”.
Una posizione, quella del Carroccio, che sembra stridere anche con quanto implicitamente chiesto dalla Nato, tramite la sua portavoce Oana Lungescu, che ha affermato: “L’Italia è un forte alleato. Continueremo a contare sul suo supporto“.

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