Merkel chiamò Napolitano per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Berlino e il Colle smentiscono

di Michele Laganà Commenta

Angela Merkel cancelliere della Germania, nell’ottobre di quest’anno, avrebbe telefonato a Giorgio Napolitano chiedendo le dimissioni di Silvio Berlusconi nel caso cui non avesse mostrato delle riforme interessanti per salvare l’Italia dal fallimento e dalla crisi economica. E’ quanto si legge sull’home page del Wall Street Journal, il quale dichiara di aver raggiunto queste conclusioni dopo aver ascoltato circa 12 testimoni politici e dopo essere entrato in possesso di alcuni documenti tedeschi.

Angela Merkel, secondo il WSJ avrebbe detto a Napolitano “gli sforzi contro il deficit sono apprezzabili” ma che erano necessarie misure più aggressive per rilanciare il paese, misure, che secondo la Merkel, Berlusconi non era in grado di mettere in piedi. La Merkel ringrazio in anticipo Napolitano per quello che avrebbe fatto “nell’ambito dei suoi poteri”. Tra i vari stati membri all’UE c’è sempre stata la regola che in nessun modo, i paesi membri, dovessero mettere bocca nelle vicende politiche di altri paesi, con pressioni come quella che il WSJ vede in questa chiamata della Merkel.

Non si sono fatte attendere le smentite. Il Colle ha subito dichiarato in un comunicato che in quella telefonata non venne posta “alcuna questione di politica interna italiana, né tanto meno avanzò alcuna richiesta di cambiare il premier”. “La conversazione (niente affatto segreta) – viene sottolineato ancora dalla note – ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per la riduzione del deficit, in difesa dell’Euro e in materia di riforme strutturali”.

Forti le reazioni, come logico, dal PDL. Il più duro è stato il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, il quale ha dichiarato:

“Credo che sia un’invenzione. Del resto Napolitano avrebbe attaccato il telefono in faccia a un capo del governo che gli avesse chiesto una cosa del genere. La crisi italiana si è svolta sotto gli occhi di tutti, non posso credere che sia vero. La Germania nel passato ha già interferito pesantemente con le altre nazioni e ha imparato sulla propria pelle che cosa significa; ma la Merkel non è Hitler, e Napolitano non è un re travicello che si fa imporre un governo collaborazionista, come quello di Quisling in Norvegia all’epoca del nazismo”.

 

Oltre alla smentita del Colle, è arrivata anche la smentita da Berlino che tramite un portavoce del governo ha dichiarato: “Non vi è nulla da aggiungere alla accurata descrizione della conversazione fornita dall’ufficio del presidente italiano”.

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