Germania: Il duro schiaffo dell’Assia

di Paolo Riva Commenta

E’ tempo di elezioni regionali in Germania con il voto in Bassa Sassonia e in Assia, due dei piu grandi “lander” dell’Allemania (in tedesco il lander è appunto la regione). Un voto che arriva giusto a metà della legislatura di Angela Merkel è la sua grande coalizione che tanto ha fatto parlare un paio di anni fa, giusto giusto mentre in Italia si polemizzava su chi avesse realmente le elezioni dopo un clamoroso 50 a 50.

La Bassa Sassonia è, geograficamente parlando, la regione di Hannover. Qui la CDU, il partito cristiano-democratico di Angela Merkel, ha visto confermati i risultati ottenuti in precedenza nella regione. Il presidente uscente Christian Wulff, potrà continuare a governare come già in precedenza seppur la percentuale di preferenze siano scese, nell’arco di 5 anni, dal 48 al 42%. Punti persi, e molti anche da parte del SPD, il partito socialdemocratico, che ha visto ottenere il suo peggior risultato di sempre in Bassa Sassonia.

L’Assia invece riporta un risultato completamente opposto a quello ottenuto nella regione di Hannover. Infatti nel lander di Francoforte il partito della Merkel, nonché quello del governatore uscente della regione Roland Koch, ha visto perdere 12 punti di preferenza rispetto al 2003 vedendosi superato dal SPD.


Il nome nuovo di questo partito, nella regione dell’Assia, è Andrea Ypsilanti. Un nome “ambiguo”, perché nonostante quanto possa sembrare, parliamo di una donna. La Ypsilanti è riuscita, anche grazie ad una politica basata sui principi fondamentali dei socialdemocratici, a recuperare 8 punti percentuali rispetto alla precedente elezione e a superare le preferenze ottenute da Roland Koch, con un 37,2 contro un 36,6.

Nonostante il risultato vittorioso ottenuto dalla Ypsilanti, la situazione di governabilità in Assia rimane comunque molto complicata. Infatti la SPD si ritrova, al momento attuale, con un numero di seggi, aggiunti quelli dei probabili alleati dei Verdi, pari a 51 mentre la coalizione della CDU ne avrebbe un numero di 53. Una situazione effettivamente molto difficile dando per scontato l’impossibilità di raggiungere anche qui le condizioni per una grande coalizione.

Il vero vincitore, almeno a mio modo di vedere, rimane un piccolo partito di nuova fondazione, il Die Linke. Il partito di estrema sinistra, guidato da Oskar Lafontaine, è riuscito a raggiungere lo sbarramento del 5% in entrambi i lander, il che permetterà ai “rossi” di entrare nella politica del lander e fare sentire la propria voce.

In un momento come quello attuale italiano dove si parla di riforme elettorali e di modelli alla tedesca, i risultati ottenuti in Germania durante questo fine settimana ci fanno capire quanto, un eventuale cambiamento verso i “dictat” tedeschi ci porteranno alla tipica situazione italiana di sempre:

Cambiare per non cambiare

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