Grillo: tu vò fà l’americano

di Angela Gennaro Commenta



Ai media d’oltreoceano a tratti diverte, probabilmente, parlare del Belpaese e delle sue beghe. A volte bene, a volte decisamente meno bene. Questa volta tocca al New Yorker.


Beppe’s Inferno, Tom Mueller. A comedian exposes government crime. Oggi in edicola il nuovo numero del New Yorker. Che, in copertina, lancia il Grillino nostrano. Colui che un tempo era un comico e un attore, e che oggi è IL blogger con velleità politiche mai ammesse, è oggi lì in bella mostra nientepopodimenoche sulla copertina del prestigioso settimanale dell’intellighenzia Usa.


Beppe Grillo viene senza mezzi termini definito Il Michael Moore italiano. Il giornalista, Tom Mueller, è evidentemente affascinato dal fenomeno Grillo.

Lo definisce un attivista con una geniale attitudine per la satira politica che ha galvanizzato gli italiani parlando di corruzione con irriverenza e humour. E come descrizione, bisogna dire che ci sta. Si è aggiudicato il secondo posto nell’hit parade dei personaggi politici più popolari. Ma Mueller non dimentica la storia del Grillo nazionale, quando era quello che era negli anni 70. Il giornalista ricorda l’epoca dei fatti, e l’ascesa di un personaggio irriverente, che ha fatto la sua storia prendendo in giro politici, star dello sport e il Papa, additando le numerose incongruità tra le loro dichiarazioni pubbliche e il loro comportamento.


Seguendo il proprio istinto e le dritte ricevute dai fan, ha investigato gli scandali di multinazionali quali Parmalat e Telecom, spesso con molti più risultati della stessa polizia italiana. Questa affermazione è grave. Lascia un’amarezza infinita. Della serie. Lo sanno tutti, basta uno sguardo non superficiale alle cose. Ma qui, che sia reale o meno, effettivo oppure no, si sottolinea la considerazione della visione dall’estero dell’Italia, dove un comico e un blog possono e fanno assai più delle forze dell’ordine e delle forze preposte.


Nessuna stranezza, allora, prosegue Mueller, se il suo blog, Beppegrillo.it, riceve fino a 250mila hit al giorno. Si tratta inoltre dell’ottavo sito più visitato di tutto il web. Quello che poteva rappresentare Grillo negli anni 70, Mueller non può coglierlo del tutto. Normale. Ma può, e lo fa nelle sette lunghe pagine dell’articolo dedicato a Grillo, ripercorrerne la vicenda politica. Il V-Day: una festa non ufficiale creata per protestare conto i 24 criminali condannati dai tribunali che oggi siedono nei Parlamenti italiano ed europeo. Gli attacchi a Clemente Mastella, l’uomo che ha portato al crollo del governo Prodi. Sarcastico e lucido: L’attivismo di Grillo preoccupa i legislatori italiani al punto che il primo ministro ha proposto una legge per assoggettare siti e blog Internet alle stesse regole e condanne penali della stampa. C’è quasi da vergognarsi, perchè ne sanno più e più lucidamente degli italiani stessi.


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