Afghanistan, La Russa da Annunziata

di Angela Gennaro Commenta

Afghanistan. Siete mai intervenuti in qualche operazione speciale dietro le linee in Pakistan? Vi è stato mai richiesto di intervenire dagli americani? No, dice il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ospite di Lucia Annunziata a In mezz’ora (oggi alle ore 14,30 su Rai3). No, conferma il Generale Paolo Serra da Herat.

La Russa è chiaro. Di lui è certo possibile apprezzare una certa schiettezza.

Togliamoci dalla testa, dice il reggente di An, che la presenza dei soldati italiani in missione in Afghanistan non sia una faccenda pericolosa. Anzi. E’ p-e-r-i-c-o-l-o-s-i-s-s-i-m-a, nonostante sia tesa alla ricostruzione. Il ministro ha parlato di un aumento – nell’ordine delle 200 unità – della presenza italiana sul territorio. Ha parlato anche delle modifiche previste dal decreto approvato a dicembre dal Governo. Mentre lo ascoltavo mi martellava in testa la domanda sul come conciliano il tutto con l’articolo 11 della Costituzione.

Eccolo:

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo

Quasi mi avesse letto nel pensiero, La Russa risponde:

Noi non siamo in guerra ma usiamo la forza giusta contro chi rappresenta un pericolo anche per l’Italia in termini di terrorismo

Sempre in termini di schiettezza, ecco i numeri dati dal comandante del Regional Command West – Herat, generale Paolo Serra: gli italiani nell’ovest dell’Afghanistan, in 60 giorni, sono stati presi di mira per 30 tentativi di attentato. L’aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è drammatico: il 56%.

E se Barack Obama ha l’intenzione di inviare 30.000 militari di rinforzo al contingente internazionale dispiegato in Afghanistan. nell’ovest – dove sono i militari italiani- saranno le benvenute. Parola di Serra.

Con una certa insistenza – e non senza “qualche” resistenza da parte dell’intervistato, la Annunziata chiede: Le regole di ingaggio delle forze italiane in Afghanistan sono cambiate, rispetto alla finalità di ‘ricostruzione’? Siamo all’intervento in prima linea? La Russa non risponde in modo diretto. Quello che ammette essere cambiato è il grado di pericolo della missione.

Non è questione di prima o seconda linea ma della possibilità di spostare parte del nostro contingente in altre zone del paese in caso di necessità. Non esiste insomma una prima e una seconda linea, o possiamo dire in altre parole che in prima linea ci siamo già, perché il pericolo in Afghanistan è altissimo oggi ed era altissimo anche ai tempi del governo Prodi che però, per per ragioni di opportunità politica, tendeva a minimizzare e a non mettere in evidenza questa situazione. Ripeto, la situazione è già pericolosissima e noi abbiamo il dovere di agire in modo trasparente di fronte all’opinione pubblica

[Via Apcom]

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