Stupri, dall’emergenza alla castrazione chimica

di Angela Gennaro Commenta

[Photo| Casa di Marta]

Stupri. Di nuovo stupri. A Roma, a Bologna, a Milano. Fanno un po’ specie, e certo impressione, qui nella Capitale, queste notizie. L’ultimo abominio ha del terrificante. Erano le sei del pomeriggio. Era un parco. E ce ne sono tanti di parchi in questa città, che è bella anche per questo. Le sei del pomeriggio. E il parco è relativamente in centro. La zona è residenziale. Due ragazzini – lei non era neppure da sola. 14 anni. Ma che vita vivi dopo che ti hanno usato una violenza del genere?

La vicenda di cronaca ha tanti di quegli elementi preoccuppanti per qualsiasi vita ordinaria. Per qualsiasi donna che cammini per le strade di Roma. Per qualsiasi persona forse. Scrivendo questo mi inserisco mio malgrado nel filone dell’allarmismo, forse anche della psicosi, che tanto fa anche in termini di razzismo. Commetteremo errori gravissimi e utilizzeremo la cronaca in maniera aberrante. E’ il destino dell’Italia.

Al parco della Caffarella sono stata parecchie volte. Un bel parco, non particolarmente curato, ma certo molto verde. A via Latina facevo un corso di fotografia. Da quel corso, di fronte a quel parco, mi è spesso capitato di uscire alle dieci di sera. Macchina o mezzi pubblici, non ho mai avuto paura. Non così, almeno. Oggi camminavo alle dieci di mattina (di mattina) e guardavo la gente. Folle – peraltro sono sempre stata una facilmente impressionabile, ma che non si dica in giro. Il tag “stupri” negli articoli di cronaca capitolina ha una frequenza spaventosa.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, richiama all’ordine:

È un segnale negativo e pericoloso. C’è chi vuole speculare sulla paura della gente, sulla voglia di riscatto, sulla rabbia. Dobbiamo dire con chiarezza che non è pensabile, neanche lontanamente, farsi giustizia con le mani proprie

Eh, ma come conciliamo l’emotività con le ormai legalizzate ronde padane? Ecco la risposta del sindaco:

Quella di ieri è stata solo un’azione strumentale. Non dobbiamo far sentire la popolazione da sola perché, se questo accade, c’è il rischio di vere reazioni impopolari rispetto all’insicurezza. Dobbiamo stare vicini e dire con chiarezza che la giustizia verrà dalle istituzioni e non da azioni di ritorsioni inventate o strumentali organizzate da alcuni

Alemanno si riferisce al raid contro gli immigrati avvenuto in un locale a due passi dalla violenza dell’altro giorno sulla 14enne e sul suo fidanzatino 16enne (i media si ostinano a definirlo “ino”, ma a 16 anni si è grandi, di questi tempi. Certo non grandi per quello che gli è accaduto).

La politica, naturalmente, è in subbuglio, e il Governo vuole dire la sua. Difficile si avveri la volontà della Lega sulla castrazione chimica dei violentatori.  Certo, c’è bisogno di un cambiamento. E, se ci riuscite, che non sai solo demagogia o schiaffo ai diritti umani.

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