Gli italiani sono incivili. Chiesto risarcimento allo Stato per 2 milioni di euro

di Angela Gennaro 1



Geniale. E provocatorio.

Gli italiani sono incivili

e chiede allo Stato Italiano 2 milioni di euro di danni. Così.


Un medico ha avviato una quanto meno originale iniziativa giudiziaria: ha chiesto i danni allo Stato. Perchè? Per

rifarsi una vita

Il suo nome è Vincenzo Barlotti, medico chirurgo di Capaccio Scalo. Lavora all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. E cosa ha fatto il Nostro? Ha depositato un bell’esposto alla procura della Repubblica di Salerno. Chiedendo a comune di Capaccio, a Regione Campania e allo Stato Italiano un modico risarcimento: 2 milioni di euro. Perchè?

Per l’alta sofferenza, il disordine e il degrado in cui sono costretto a vivere

56 anni e una professione tra le più delicate.


Nell’esposto, il nostro (chissà chi ne è l’avvocato) spiega che i due milioncini dovrebbero poi essere investiti per

iniziare una nuova vita per me e i miei familiari in un altro paese dove vige un modo di vita consono alla mia visione della società

Ha le idee chiare, il Barlotti:

Il senso civico del nostro paese è ormai ai minimi storici. L’esposto è una provocazione, ma fino a un certo punto. I fatti degli ultimi tempi, dall’emergenza rifiuti a tutto il resto, sono solo il sintomo di un malcostume diffuso che non può essere più tollerato. Nel nostro paese esiste una atavica maleducazione, favorita da tolleranza e permissivismo, se non proprio malafede. Spero con tutto il cuore che le cose possano cambiare, ma sono sempre pessimista


Provocazione o no, nessuno impedisce a questo signore di espatriare. E questa sarà la risposta, plausibilmente, alla provocazione. Altro che danno esistenziale. Quell’inghippo della giurisprudenza moderna per cui a volte ci si trova di fronte alle richieste di risarcimento più dirparati. E poi che si fa, caro Barlotti? Ci facciamo dare tutti un bonus di fuoriuscita di 2 milioncini a testa?


Il danno esistenziale è quello derivante dalla forzosa rinuncia allo svolgimento di attività non remunerative, fonte di compiacimento o benessere per il danneggiato, ma non causata da una compromissione dell’integrità psicofisica. La categoria del danno esistenziale è stata elaborata piuttosto di recente dalla giurisprudenza, e non trova alcuna esplicito riscontro normativo. Vogliamo tirare in causa la compromissione dell’integrità psico-fisica del soggetto danneggiato? Ben venga, tutto è possibile.


Solo, di fronte alla pur coraggiosa sortita del Barlotti, viene spontanea un’amara risata.


Commenti (1)

  1. E che ci sarebbe da ridere di fronte alla manifestazione di qualcuno che tenta di dire che la propria vita viene rovinata, da situazioni e ambiente che non consentono di metter in pratica i propri principi morali e la propria visione del mondo (se non la propria ragione). E non consente nemmeno di crescere sani , retti, e senza vizi. Se qualcuno finalmente cerca di esprimere quello che sentono anche altri, la reazione dovrebbe essere una risata? Complimenti.
    Qualcuno diceva : “Fatti non foste per viver come bruti…” etc.

    A me l’argomento
    cittadino contro stato
    interessa, anche nell’ottica di ottenere un risarcimento per danni materiali e morali.
    I motivi principali sono due.

    motivo numero 1.

    Negli anni ’80 lo stato consentiva la pornografia forse ancora più liberamente di adesso. I cinema locali proiettavano più porno che film normali, e nessuno vigilava sull’età di chi pagava il biglietto. Spesso gruppetti di adolescenti decidevano di fare una bravata e questo veniva tollerato. Nell’immediato la percezione dell’accaduto é nulla, ma nel lungo termine non è così. Per me questo é un danno che va risarcito, perché un adolescente non ha gli strumenti per autotutelarsi e sappiamo tutti che lo stato è stato ed è tollerante con questi fenomeni per lucrare, se non per esercitare forme di potere e controllo, come di tanto sospettato da qualcuno qui e là.
    Al giorno d’oggi succede la stessa cosa e pure peggio, anche se con altre modalità e forme. L’unica cosa invariata é l’assenza di chi vigila (non vigilare per punire, ma per prevenire).


    inciso
    Quando diventeremo un paese serio e non serioso?
    A me, per sempio, mi fa ridere la seriosità, soprattutto quella di chi lo sa di essere un disonesto…

    motivo numero 2.
    La farò ridere ulteriormente. Personalmente ritengo di avere diritto a un rimborso per tutti gli oggetti che ho perso nel tempo per colpa della distrazione e frustrazione causata da sistemi di trasporto indecenti e in ritardo (basterebbe dichiarare illegali sistemi di trasporto che non mantengono quanto dichiarato nel servizio per cui si paga il biglietto); mi riferisco a ombrelli marca knirps (che oggi costano più di una parabola per la tv satellitare), lampade da camping, un pullover a cui tenevo, etc.
    Per la inefficienza, ma di piu’, tacita e implicita non “esistenza” di uffici oggetti smarriti e del servizio relativo, per cui chi perde qualcosa non spera nemmeno di ritrovarla. All’estero non è così e lo so per esperienza personale.
    Perché? Sono forse più onesti di noi o meno morti di fame? Nescio.

    Spero che il medico lucano possa vincere la sua causa e venire risarcito, sarebbe un ottimo precedente e finalmente un atto di civiltà, e forse un prima passo verso una società in cui,
    chi cresce, non debba correre il rischio di essere esposto a immagini di violenza (mi riferisco qui a film e sceneggiati televisivi sulla mafia e quant’altro) e sessualità per la cui comprensione non è ancora pronto,
    e chi perde un oggetto (scelto, acquistato), anche il più umile, lo potrà ritrovare con tutta calma all’ufficio oggetti smarriti più vicino, portato lì da una persona onesta, e che non ne aveva bisogno.

    Mi scuso per avere concentrato in poche righe (che non sono sufficienti per dire tutto) un tema che richiederebbe libri su libri

    Cordiali saluti,

    e ridete pure, ma sarebbe meglio ridere tutti insieme, e di vera gioia, non per le disgrazie altrui (anche se queste purtroppo hanno fatto sempre ridere, dai tempi di chaplin e keaton e prima sempre)

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