Facebook-carcere: le limitazioni al social network

di Michele Laganà 1

Secondo il deputato democratico della Caroline del Sud Wendell Gilliard, nelle carceri dello stato della Caroline, vengono utilizzati i cellulari per aggiornare il proprio profilo di Facebook e per controllare alcuni eventi illeciti direttamente dalla prigione. Ai detenuti, infatti, è permesso utilizzare il cellulare per contattare i famigliare, ma di recente tutte le celle sono state schermate, in quanto i cellulari non veniva utilizzati solo per contattare i famigliari, ma anche per avere informazioni poco lecite sui propri traffici fuori dalla cella.

«Sappiamo che i criminali dietro le sbarre usano questi strumenti come metodo di intimidazione. Le vite delle persone sono in pericolo. Inviano messaggi in codice attraverso i social network. Come possiamo starcene qui senza fare nulla?» ha spiegato Gilliard alla Associated Press.Molti detenuti, infatti, utilizzavano il cellulare per navigare in internet e quindi aggiornare il proprio profilo di Facebook con un falso nome, oppure, tramite l’utilizzo di messaggi criptati. Queste operazioni permettevano ai carcerati di poter gestire le operazioni del proprio clan anche da dentro le celle.

La proposta di Gilliard ha raccolto già molti consensi nella Carolina del Sud, sostenuta anche dal presidente della Camera dello Stato, un repubblicano. Nonostante i tanti consensi già ottenuti, non è ancora chiaro se la legge riesca ad ottenere i numeri per essere approvata. Negli anni scorsi, molte proposte di legge sono state inviate per limitare l’uso dei cellulari nelle carceri, tutte naufragate nel corso degli ultimi anni, a causa della loro incompatibilità con la Costituzione.

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