Alfano – Anm, scontro sul processo breve. Bocchino richiama le perplessità di Napolitano

di IsayStaff Commenta

Angelino Alfano, l’attuale titolare della Giustizia, nuovamente al centro delle scene politiche. Oggetto delle polemiche che si sono scatenate ttorno alle parole del Ministro, nuovamente il processo breve che rifà la sua comparsa – veemente, prepotente – sulle scene dell’emiciclo parlamentare alla fine di agosto. Dura e aspra la polemica scoppiata tra Alfanop e l’Associazione Nazionale Magistrati con un botta e risposta che preannuncia la difficile situazione cui si assisterà da settembre in poi, quando la politica riaccenderà i motori.

Partire dalla replica del Ministro, che aveva precedentemente riaperto alla necessità di introdurre il processo breve attraverso una intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, per poi riprendere le parole del presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara. Il ministro: “Evidentemente all’Anm stanno bene le lungaggini della giustizia italiana e vogliono che nulla cambi. Evidentemente all’Anm sta bene l’infinita durata dei processi italiani. Evidentemente l’Anm sa dire solo ‘no’ e non formula proposte in grado di fare uscire la giustizia dallo stato di paralisi. La criminalità noi l’abbiamo combattuta e la combattiamo con le nostre leggi e nelle sedi di trincea; e per coprire i vuoti di organico, proprio nelle sedi di trincea, abbiamo approvato all’unanimità, in Parlamento, due decreti, mentre la Anm difendeva evidentemente i privilegi corporativi della casta“.

Palamara era stato perentorio nel suo intervento: attacco frontale alle intenzioni dell’Esecutivo: “E’ grave e non più tollerabile che in un momento nel quale la giustizia è al collasso e si verificano allarmanti episodi di violenza e minacce si continui a perdere tempo con disegni di legge come quello sul processo breve che nulla ha a che vedere con l’esigenza di affrontare le vere priorità del sistema giustizia e con l’urgenza di contrastare più efficacemente la criminalità organizzata. Il governo non può non farsi carico delle reali emergenze che oggi sono rappresentate dalla corruzione, dalla criminalità organizzata, dalla situazione carceraria, dalla carenza di mezzi e risorse, dalla necessità di informatizzare e snellire le procedure. L’Anm, che rappresenta la quasi totalità dei magistrati italiani, piaccia o non piaccia al ministro Alfano, è stata, è e sarà interlocutore ineludibile di ogni governo e, nell’interesse di tutti i cittadini, continuerà a formulare proposte serie, concrete e precise“.

Ad approfittare dell’intervento di Palamara per rimarcare le perplessità di sempre dell’area finiana è il portavoce di Futuro e Libertà, Italo Bocchino: “Furono Berlusconi e Fini insieme a valutare che fosse meglio fermarsi sul processo breve a causa delle perplessità venute dal Quirinale. Noi siamo disponibili a discutere, ma il ministro Alfano ci spieghi come intende superare quelle perplessità“.

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