Sul decreto lavoro scontro governo sindacati

di Alba D'Alberto Commenta

Il Decreto sul lavoro continua a dividere la maggioranza con il governo che si trova in mezzo a due forze e cerca una sintesi. Queste due forze sono la minoranza interna al Pd, che porta le posizioni della Cgil molto critiche sulla riforma, e il Nuovocendestra che è un alleato importante del governo.

Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha affermato che gli emendamenti hanno peggiorato il Decreto sui contratti a termine e l’apprendistato. Il riferimento è al fatto che per il superamento del tetto del 20% per l’uso dei contratti a termine è prevista una sanzione pecuniaria. Per la Camusso questo significa più precarietà.

Il governo ha presentato otto emendamenti che il Nuovocentrodestra ha apprezzato con Sacconi che ha sempre spinto per dare più possibilità alle aziende. Oltre alle sanzioni pecuniarie previste per lo sforamento del 20% dei contratti a termine, gli emendamenti si riferiscono alle modifiche dei contratti a tempo determinato e ad alcune norme dell’apprendistato.

Da domani il decreto sarà al Senato è lo sconto tra i sindacati e il governo cresce. Il segretario generale della Cgil Camusso ha attaccato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti affermando che il governo ha peggiorato un decreto che già era non andava bene. Per la Camusso il decreto aumenta la precarietà invece che le assunzioni, ma dal governo gli risponde il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba dicendo che le cose non sono come le ha esposte la leader della Cgil e che queste sono soprattutto “una valutazione personale che non trova giustificazione negli atti del governo. Tutto il contrario di un incentivo alla precarizzazione”.