La questione dell’immunità divide e complica la riforma del Senato

di Alba D'Alberto Commenta

A tenere banco nell’attualità politica è la riforma del Senato. Dopo qualche passaggio a vuoto sembra esserci l’accordo delle forze politiche, sull’asse Partito Democratico-Forza Italia, per modificare il titolo V della Costituzione che poi aprirebbe alla riforma elettorale sulla base della proposta del governo, quell’Italicum su cui il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è

aperto al confronto ma non a una modifica sostanziale.

In questi giorni divampa la polemica sulla questione dell’immunità parlamentare ai senatori. Un elemento reintrodotto nel testo della Commissione sul quale molte forze politiche non sono d’accordo. Un aspetto di divisione quindi che potrebbe complicare il procedere della riforma. Il
ministro per le riforme Boschi ha affermato che il governo è aperto ad ascoltare tutti, ma anche che chi arriva ora, con riferimento al Movimento 5 Stelle, non può avanzare pretese dopo anni di attacchi.

Sull’immunità parlamentare ai senatori il ministro Boschi ha detto: “Il governo aveva fatto la scelta opposta. La richiesta dell’immunità è emersa durante i lavori da diverse forze politiche. Non è una condizione messa da Forza Italia. E non è centrale. In Forza Italia c’è la volontà di tenere fede all’accordo”. E sul dissenso interno al Pd, sempre il ministro ha affermato che le riforme non si fermeranno davanti all’opposizione di qualche senatore.

Per la riforma del Senato questa è una settimana cruciale. Il governo dovrà trovare la quadra ascoltando le diverse posizioni. Da una parte Forza Italia, dall’altra gli alleati come il Nuovo Centrodestra e poi l’opposizione interna al Pd e il Movimento 5 Stelle con cui fare i conti.