Perché domani la scuola scende in piazza

Domani 5 maggio ci sarà lo sciopero generale degli operatori della scuola. C’è chi ha fatto presente che i precari, se non presenziano le lezioni, potrebbero perdere una giornata di lavoro. In pratica il diritto allo sciopero è diritto a metà. Ma perché si sciopera? Abbiamo cercato informazioni sui siti dei sindacati. 

Scuola, dal Pdl proposta di legge contro gli insegnanti “politicizzati”

Foto: Ap/LaPresse

Se la riforma della scuola e dell’università del ministro Gelmini aveva fatto segnare momenti di aspra tensione tra il governo, da una parte, e gli studenti e i docenti, dall’altra, e dopo che il premier Berlusconi, tempo fa, aveva attaccato gli insegnanti di sinistra, sostenendo che “inculcano negli studenti valori diversi da quelli della famiglia”, ecco arrivare una proposta di legge contro gli insegnanti “che fanno propaganda politica o ideologica nelle scuole”. E’ stata presentata alla Camera dal deputato del PDL Fabio Garagnani, membro della Commissione Cultura di Montecitorio, e prevede, in tali casi, la sospensione dall’insegnamento “per almeno 1-3 mesi”.
Tale norma andrebbe inserita nel Testo unico sulla scuola, mentre le sanzioni, ha spiegato Garagnani, “dovranno essere contenute poi in dettaglio in un provvedimento attuativo della legge”.
Secondo il deputato del PDL, infatti, La propaganda politica non può trovare tutela nel principio della libertà d’insegnamento enunciato dall’Articolo 33 della Costituzione. Per Garagnani, Un conto è tutelare la libertà di espressione del docente, un altra è quella di consentire che nella scuola si faccia impunemente propaganda politica. E ciò, spiega, avverrebbe in molti casi, “sopratutto in Emilia Romagna, tra i professori della Cgil”.

Sparatoria in una scuola di Rio de Janeiro

Un ragazzo di 23 ha prima fatto irruzione e poi ha ucciso 13 persone nella scuola comunale Tasso da Silveira, nel quartiere Realengo di Rio de Janeiro. Wellington Menezes de Oliveira, questo il nome dell’assassino, è entrato nell’edificio e ha sparato all’impazzata per circa tre minuti contro alunni e professori.

La tragedia è avvenuta alle 8 ora locale (13 in Italia) poco dopo il suono della campanella d’entrata. L’uomo si è presentato davanti all’istituto indossando un giubbotto antiproiettile e ha gettato nel panico i presenti, che hanno cercato di scappare. Wellington, che ha lasciato una lettera sulla religione islamica, si è suicidato poco dopo.

Luxuria in una scuola: dove è lo scandalo?

Un comunicato stampa di oggi dell’Unione degli Studenti lancia un interrogativo in merito all’interrogazione parlamentare richiesta dal sen. Cardiello sulla partecipazione di Vladimir Luxuria alla presentazione del libro “le favole non dette”. Gli studenti si dicono “inquieti”.

“Come già infatti dichiarato dalla presidenza della scuola l’iniziativa era a scopi didattici, Luxuria non ricopre più ruoli politici, e di conseguenza non comprendiamo su quale base gli studenti sarebbero stati indottrinati”, si legge nella nota.

Dignità precaria, la lettera pubblicata da Repubblica

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La scuola? E’ vicina, e l’autunno già caldo. Claudia Maga è una docente di Lettere. Ha insegnato alla Scuola media Plana di Voghera (Pv) e alla Scuola media Giulietti di Santa Giuletta (Pv). E Repubblica pubblica la sua lettera.

Eccola.

Siamo liberi, finalmente qualcuno di noi può attingere all’eclatanza: sfilare in mutande, fare etimologicamente la fame, mettersi la catena addosso, bloccarsi come una bicicletta dimenticata davanti al proprio provveditorato. Io per nostalgia professionale mi appello ancora alla parola. E ce sono molte che mi vengono in mente, tipo quelle dei miei studenti: “Ciao! -scusi prof.- Buon giorno!” Così era la confidenza accogliente di uno o più alunni che non vedevano in te, donna sulla trentina, un ostacolo, ma forse, una complice della vita scolastica.

Scuola e religione: le motivazioni del TAR e la risposta dei vescovi

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Il Tar del Lazio accogliendo con la sentenza n. 7076 i ricorsi presentati a partire dal 2007 da alcuni studenti stabilisce che frequentare l’ora di religione non può portare crediti aggiuntivi agli studenti che si presentano agli esami di maturità oltre al fatto che gli insegnanti di religione non possono più partecipare a pieno titolo agli scrutini. Dura la risposta della Chiesa che con le dichiarazioni di monsignor Diego Coletti prende una dura posizione di critica nei confronti della sentenza emessa dai giudici del Tar.

Report, come tu m’insegni

Report. Oggi, cari ragazzi, si parla di scuola. La puntata di stasera, infatti, porta il titolo: “Come tu m’insegni” e il servizio è firmato da Stefania Rimini. Protagonista: la scuola. Un mondo dove sopravvivere, in termini di strutture e di fabbisogni economici, non è sempre agevole. Soprattutto di questi tempi. Un mondo dove molto si è sprecato, certo, soprattutto in Italia.

La riforma Gelmini torna in scena. Risparmio e merito sono stati dichiarati il grande target della famosa riforma, ma, scrive Report, per il momento i lavativi e gli incapaci non corrono grandi rischi, basta che siano di ruolo. Invece 18 mila precari, anche i più bravi, rischiano di rimanere a casa.

Gelmini, marcia indietro sul maestro unico. O no?



Lei dice che non è mica una marcia indietro.


I sindacati esultano, lei non si lascia intimidire, Il Foglio di Ferrara la difende e lo chiama realismo. I giornali tutti ci hanno marciato – sull’incontro tra Governo e Sindacati sulla scuola, gridando alla vittoria suprema.


Per dirla con Spinoza:

Scuola, cambia la riforma: il maestro unico sarà attivato solo su esplicita richiesta dei genitori. Dei suoi genitori


C’è chi fa notare che, in realtà, non molto sarebbe cambiato. La faccenda non deve trapelare – tant’è vero che anche i giornali destrorsi titolano La protesta paga, il Governo fa slittare la riforma sulla scuola.


Che sia proprio la Gelmini l’unica a dire come stanno effettivamente le cose?

Non c’è nessuna retromarcia. E’ tutto confermato. Un unico maestro sarà il punto di riferimento educativo del bambino e viene abolito il modello a più maestri degli anni 90


E, rincarando la dose: E’ la sinistra che oggi fa retromarcia dopo una fallimentare campagna di disinformazione.


Qui il verbale della riunione. Staremo a vedere.


L’unità della classe politica è impossibile?

È durata poco l’unità politica di dichiarazioni e intenti. A generare questa “anomalia” della politica italiana è stato, purtroppo, il drammatico crollo del soffitto della scuola di Rivoli dove un giovane studente ha perso la vita. Possibile che la classe politica italiana riesca ad andare d’accordo solo per poche ore dopo che avvengono “fatalità di questo genere”? Lo scontro politico, lo so, è alla base della democrazia e permette ad un paese di crescere: anche una politica unita sui temi importanti, con osservazioni costruttive da entrambi gli schieramenti anziché accuse, aiuta lo sviluppo di un paese. Quante assurdità di questo genere dovranno ancora accadere prima che la classe dirigente italiana capisca che l’unità di intenti è spesso sinonimo di una polica costruttiva? Ora invece largo alle accuse, ai reportage e diamo pure la colpa di anni e anni di menefreghismo agli ultimi due Ministri. So che ora vi aspettate un paradosso, una battuta simpatica oppure anche una acida: oggi preferisco il silenzio.

Morire a scuola



[photo | Flickr] Poteva esserci uno dei miei figli sotto quelle macerie! Deve essere venuto in mente a tutti. Ieri, un migliaio di persone ha illuminato Rivoli con una fiaccolata in ricordo di Vito Scafidi, morto nel crollo al liceo Darwin.


Una scuola su due, potenzialmente è a rischio: a dirlo non è la Sinistra in un tentativo estremo di fare politica, ma i tecnici della Protezione civile: 22.800 scuole pubbliche, su un totale di 42.000, non sono a norma.


E’ stata una tragica fatalità

dice Silvio.


Fatalità che casca nel momento sbagliato, gettando, tra l’altro – almeno da parte dell’opinione pubblica – tutt’altra luce, nel dramma estremo di un ragazzo di soli 17 anni, su Gelmini e dintorni.


Questo, forse, Silvio non l’aveva previsto.


Roma nel caos. La protesta, le bugie e il surf

Non ci sono più mattinate tranquille, in quel di Roma. Anche il meteo sembra aver seguito l’Onda, assestandosi e colorandosi della politica e delle istanze sociali di questi giorni. Alluvioni, strade allagate, il gelo sceso nelle ossa.
Curzio Maltese, su Repubblica, scrive:

AVEVA l’aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c’era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. “Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane” sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un’onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi

Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Ed è vero, anche se l’immagine negli occhi è fortemente evocativa.

Studenti: ma cos’è la destra, cos’è la sinistra

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito

Blocco Studentesco accanto alle organizzazioni studentesche di sinistra. Nel bel mezzo di Roma, lo strano, l’improbabile. Forse l’esatto contrario di quello che alcuni si aspetterebbero. Nel bel mezzo della Capitale, da Piazza della Repubblica fino a piazza Navona. Minimo comune denominatore: l’essere iscritti alle scuole superiori.
Come al solito, le cifrone degli organizzatori: 20mila ragazzi.

Io ce l’ho con Veltroni. E tu?


A me era simpatico. Non credo, come molti oggigiorno, che abbia rovinato la Capitale. Non più di altri, almeno, nel passato e nel futuro. Anzi. Anzia.
A me era simpatico.

Il centrosinistra smetta di guardarsi l’ombelico e torni ad occuparsi dei problemi veri

Anche questa frase della da Colui che mi era simpatico è, altresì, simpatica. Vera, soprattutto. Anzi. Anzia.

E’ stato Di Pietro a rompere con noi, non viceversa. Ma alla Vigilanza continueremo a votare Orlando

Sì??? Solo Anzia, nessun Anzi.