Scuola, dal Pdl proposta di legge contro gli insegnanti “politicizzati”

di Luca Fiorucci 1

Foto: Ap/LaPresse

Se la riforma della scuola e dell’università del ministro Gelmini aveva fatto segnare momenti di aspra tensione tra il governo, da una parte, e gli studenti e i docenti, dall’altra, e dopo che il premier Berlusconi, tempo fa, aveva attaccato gli insegnanti di sinistra, sostenendo che “inculcano negli studenti valori diversi da quelli della famiglia”, ecco arrivare una proposta di legge contro gli insegnanti “che fanno propaganda politica o ideologica nelle scuole”. E’ stata presentata alla Camera dal deputato del PDL Fabio Garagnani, membro della Commissione Cultura di Montecitorio, e prevede, in tali casi, la sospensione dall’insegnamento “per almeno 1-3 mesi”.
Tale norma andrebbe inserita nel Testo unico sulla scuola, mentre le sanzioni, ha spiegato Garagnani, “dovranno essere contenute poi in dettaglio in un provvedimento attuativo della legge”.
Secondo il deputato del PDL, infatti, La propaganda politica non può trovare tutela nel principio della libertà d’insegnamento enunciato dall’Articolo 33 della Costituzione. Per Garagnani, Un conto è tutelare la libertà di espressione del docente, un altra è quella di consentire che nella scuola si faccia impunemente propaganda politica. E ciò, spiega, avverrebbe in molti casi, “sopratutto in Emilia Romagna, tra i professori della Cgil”.

Garagnani vorrebbe quindi inserire nel decreto legislativo del 16 aprile 94, n.297, un articolo che espliciti, per la prima volta, l’obbligo per i docenti di “astenersi in ogni caso da qualunque atto di propaganda politica o ideologica nell’esercizio delle attività di insegnamento anche di carattere integrativo, facoltativo od opzionale.” Spetterà “al responsabile della scuola”, ovverosia al dirigente scolastico, vigilare sul rispetto di tale norma.
Lo zelante deputato, inoltre, vorrebbe modificare il testo unico della scuola riguardo all’insegnamento della religione, che non dovrebbe limitarsi ad essere “lo studio della storia delle religioni”.
All’esponente PDL ha prontamente replicato il segretario generale della Flc-Cgil Pantaleo, secondo il quale “L’ultima esternazione di Garagnini è, per usare un eufemismo, delirante”. E aggiunge: “Abbia rispetto per gli insegnanti tutti e per la loro funzione e abbia rispetto per la Cgil. Si ricordi Garagnini che gli insegnanti tutti non inculcano ma educano secondo i principi della nostra Costituzione”.
Sembra difficile, in effetti, stabilire “a priori” quali possano essere i valori che gli insegnanti possono trasmettere e quali no, senza che ciò si traduca in un’intollerabile censura di ogni opinione poco gradita ai governanti in carica, o, peggio, in una sorta di repressione di ogni forma di pensiero critico.

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