Strage di Via d’Amelio 19 anni fa, la morte di Borsellino

di Michele Laganà Commenta

Foto: Ap/LaPresse

19 anni fa, in Via d’Amelio, veniva portato a termine l’attentato che uccise Paolo Borsellino, uno degli esponenti principali dell’antimafia di quel periodo. Oggi a Palermo si ricorda quella tragedia e quella figura di Borsellino con la commemorazione ufficiale, al quale stanno partecipando in queste ore Fini e anche il presidente Napolitano.

Fini ha recentemente dichiarato, che per bloccare la mafia all’interno della politica è necessario “non candidare coloro che sono sospettati di avere contatti con la mafia” e anche “non elevare a posti di responsabilità pubblica chi risulta inquisito”. Fini poi conclude con un affondo, dicendo: “La mafia punta a svuotare lo Stato incuneandosi nelle zone d’ombra che possono essere presenti e sfruttando aree di contiguità”, ha rimarcato Fini aggiungendo che “è necessario mantenere alta l’attenzione morale contro l’assopimento delle coscienze”.

Alla cerimonia è presente anche il presidente Napolitano il quale ha dichiarato:

“Con l’attentato di via D’Amelio -scrive il Capo dello Stato – si volle colpire sia un simbolo della causa della legalità sia un uomo che, con il suo esempio di dedizione e la sua dirittura morale, stava mobilitando le migliori energie della società civile dando a esse crescente fiducia nello stato di diritto. A diciannove anni di distanza, il sacrificio di Paolo Borsellino richiama la magistratura, le forze dell’ordine e le istituzioni tutte a intensificare – con armonia di intenti e spirito di effettiva collaborazione – l’azione di contrasto delle mafie e delle sue più insidiose forme di aggressione criminale”.

Non è mancato il commento di Schifani, ha dichiarato:

“la grande dedizione, la passione civile, la ostinata coerenza di Paolo Borsellino che hanno inciso profondamente nelle nostre coscienze, rafforzando in chi crede nello stato la ferma volontà di proseguire nel cammino di legalità da lui tracciato”.

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