Rassegna Critica – Vengo dopo il Tiggì. Il Caimano

di Angela Gennaro Commenta

Ogni volta che Berlusconi ha conquistato Palazzo Chigi ha provato a forzare l’assetto costituzionale e per prima cosa ha attaccato con violenza la magistratura. Lo ha fatto nel 1994 con il decreto Biondi, primo atto di governo; nel 2001, quando i decreti d’urgenza sulla giustizia furono presentati prima ancora di ricevere la fiducia; e oggi. Con una escalation di violenza nei toni e, ancor di più, nei contenuti dei provvedimenti

Vediamo cosa succede telegiornalisticamente oggi. Con un occhio particolare. La lente si chiama: Berlusconi+calcio.


Uno per tutti, tutti per uno.
Dal TG1 – Ultima edizione 21 giugno 2008 ore 13:30. I titoli: Napolitano, contro la crisi dell’Europa l’unica strada: rafforzare l’unità politica. Ancora polemiche sulla Giustizia: lunedì al Csm la norma che sospende i processi. Secondo fonti di agenzia rischio incostituzionalità. Poi c’è Meredith, i nababbi di Treviso, il Tibet, naturalmente gli Europei.
Assai divertente, mi viene in mente, è Wikipedia su Mani Pulite:

Nel 1994, Silvio Berlusconi entrò impetuosamente in politica (con le sue parole, “scese in campo”) e vinse le elezioni. Il 13 luglio 1994, il governo Berlusconi emanò un decreto legge (c.d. “decreto Biondi”, spregiativamente soprannominato dai critici “salva-ladri”) che favoriva gli arresti domiciliari nella fase cautelare per la maggior parte dei crimini di corruzione. Sempre secondo i detrattori del presidente del consiglio, la tempistica della legge sarebbe stata gestita con attenzione, facendola coincidere con la vittoria dell’Italia sulla Bulgaria nelle semifinali della Coppa del mondo di calcio del 1994, per far passare sotto silenzio la legge in un Paese che pensava solo ai mondiali. In seguito, Roberto Baggio mandò alto l’ultimo rigore contro il Brasile, mentre i notiziari mostravano immagini di politici accusati di corruzione che uscivano di prigione; forse anche per questa nuova coincidenza, nuove voci di protesta contro il sistema politico tornarono a farsi udire. Le immagini di Francesco De Lorenzo, ex Ministro della Sanità, ebbero l’effetto maggiore, perché il pubblico trovava particolarmente odioso il furto di denaro dagli ospedali

Solo pochi giorni prima, i poliziotti arrestati avevano parlato di corruzione nella Fininvest, la maggiore delle proprietà della famiglia Berlusconi. La maggior parte dei magistrati del pool Mani Pulite dichiararono che avrebbero rispettato le leggi dello Stato, incluso il c.d. “decreto Biondi”, ma che non potevano lavorare in una situazione di conflitto tra il dovere e la loro coscienza, chiedendo quindi di essere riassegnati ad altri incarichi. Forse perché il governo non poteva permettersi di essere visto come un avversario del popolare pool di giudici, il decreto fu frettolosamente ritirato; si parlò in effetti di un “malinteso”, e lo stesso Ministro dell’Interno Roberto Maroni (Lega Nord) sostenne che non aveva nemmeno avuto la possibilità di leggerlo. Anche se il ministro della giustizia era Alfredo Biondi, molti sospettarono che il decreto fosse stato scritto da Cesare Previti, un avvocato della Fininvest di Berlusconi, ministro della difesa. Non vi è tuttavia alcuna prova a sostegno di tale affermazione. Il 28 luglio, il fratello di Berlusconi fu arrestato con l’accusa di corruzione e subito rilasciato

Il servizio del Tg1 sulla Giustizia: E veniamo alle polemiche sulla giustizia.

Secondo fonti di agenzia, la norma che sospende i processi per i reati minori è a rischio incostituzionalità

La faccenda, spiega il Tg, è l’ultima puntata della polemica Silvio-Magistrati: ieri il Premier ha detto che alcuni magistrati sono sovversivi, oggi il Csm dice basta con gli insulti. Il bello è che Silvio oggi, dalla Sardegna, ha detto: Il Paese ha bisogno di serenità. In agenda Tg, come si diceva in altra sede, anche l’altro lato della polemica: Veltrusconi in pieno litigio sul buco nel bilancio del Comune di Roma.
Certo, meglio concentrare le proprie attenzioni sugli Europei. Il 1994 di cui parla Maltese, prepotentemente ritorna. Sempre peggio.

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