Primo Maggio sì, ma senza bandiere

di Angela Gennaro 1

Il Primo Maggio è di nuovo qui. E oggi Cgil, Cisl e Uil, di nuovo insieme, lasciano da parte polemiche e divisioni almeno per un giorno, e vanno all’Aquila. I leader dei sindacati passano la giornata di oggi, la Festa del lavoratori, tra gli sfollati, nelle tende, tra i terremotati d’Abruzzo. Una manifestazione sobria, necessariamente.

Il presidente della Repubblica Napolitano, nel suo discorso in occasione della consegna al Quirinale delle stelle al merito del lavoro – anche per l’Abruzzo – ha parlato di morti sul lavoro.

Anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano, a Palermo, ha detto:

Dobbiamo batterci affinché chi lavora possa farlo in piena sicurezza

Perché Napolitano ammonisce: è necessario non abbassare la guardia.

E’ un segnale positivo che le morti bianche siano sotto il livello di 1.200 casi l’anno, ma il fenomeno rimane dolorosissimo e si rischia di vederlo aggravarsi di fronte alla crisi economica che induce a ricorrere più facilmente al sommerso, in special modo all’impiego illegale di immigrati. Occorre un più forte impegno a non abbassare in alcun modo la guardia.

Serve un’Italia più attenta ai diritti sul lavoro. E’ necessaria, altrimenti questo Paese andrà a rotoli. Perché in fondo non è necessario attendere il Primo Maggio per dirselo, ripeterselo e poi scordarlo dopo due giorni. Ma noi italiani siamo fatti così. Male e “pigramente”.

I sindacati, si diceva, sono in Abruzzo. E ammoniscono: Ricostruire seriamente. Perché l’unità trovata e ritrovata è qui, nella tragedia di questi luoghi distrutti dal sisma. La gente ha paura, le scosse continuano e nessuno rientra nelle case che sono state dichiarate agibili e sicure. Non si fidano.

L’Aquila come luogo simbolico per la cerimonia più importante dell’anno sindacale.

Bisogna realizzare un cordone di sicurezza per impedire che imprese avventuriere si inseriscano nei lavori. Nessuno deve varcare la soglia della ricostruzione dell’Aquila con l’intento di speculare sulla vita altrui

ammonisce, ed è più che mai sottoscrivibile, il leader della Cisl Raffaele Bonanni.

Commenti (1)

  1. Invece di promesse vane, la poltica dovrebbe seguire l’esempio dei liberali democratici che hanno deciso di destinare il 25% dei loro rimborsi elettorali per le europee ai terremotati dell’abruzzo. Fatti non parole

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