Primarie USA: La sfida degli “underdog”

di Paolo Riva Commenta

E’ finalmente giunto il 6 maggio, il I & NC day ovvero l’Indiana & North Carolina day. E dico finalmente perchè ormai la tensione per ogni sessione di primaria si fa sempre più alta, così alta da sperare che la giornata passi il più velocemente possibile e vedere cosa succede.

Infatti queste primarie sono diventate praticamente una “Sudden Death”, una “morte” istantanea per chi, per un errore proprio o per meriti altrui, riesce a spuntarla laddove non doveva vincere secondo i pronostici.

E così i nostri due candidati si presentano a dir poco sulla difensiva per questa sessione “doppia”, probabilmente per riuscire, in caso di risultato negativo, a continuare a testa alta la corsa alla poltrona democratica.

Perchè se in ogni sfida che si rispetti vi è sempre un favorito e uno sfavorito, signore e signori in questo caso abbiamo una sfida epica, una sfida dove abbiamo solo degli “underdog”, ovvero degli sfavoriti. Certo è un po complicato da comprendere una sfida dove tutti e due i contendenti siano sfavoriti, ma analizzando la situazione si può comprendere meglio il motivo per cui entrambi si definiscono in questo modo.

Come detto precedentemente oggi si voterà in due stati, appunto Indiana e North Carolina, due stati dove i sondaggi ci danno risultati ampiamente differenti. Se il North Carolina sembra essere in mano Obama, che dovrebbe godere di un 7% di vantaggio, l’Indiana si potrebbe al contrario definire Clinton’s Land in quanto sembra che il vantaggio sul senatore coloured sarebbe intorno al 5%.

Il fatto che entrambi si definiscano sfavoriti è che probabilmente conquisteranno uno stato a testa ed in questo modo sarebbe come se niente fosse successo. Entrambi sanno di non poter conquistare sia l’Indiana che il North Carolina e da qui sorge la posizione difensiva di entrambi.

Certo visti i risultati che i sondaggi in Italia ottengono con i loro “exit-poll” (li metto tra virgolette perchè ormai non sono più nemmeno previsioni sono supposizioni personali) non ci sarebbe da fidarsi molto.

La realtà statunitense è leggermente differente. Si va ad analizzare infatti quali potrebbero essere le fasce di lavoratori che voterebbero uno dei due senatori e si elabora uno schema generale di massima.

Con questo metodo attualmente i sondaggi hanno sempre indovinato tranne che per la vittoria clamorosa di Hillary in New Hempshire. Speriamo che domani potremo dire che anche in North Carolina ci sarà una vittoria clamorosa.

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