Più Pizza per tutti

di IsayStaff 2

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Resistere alla tentazione di sfoderare un repertorio da avanspettacolo per commentare la notizia della riammissione alla corsa elettorale della DC è difficile, lo confesso. D’altra parte questa campagna elettorale si sta dimostrando parca di contenuti politici ma ricca di prodotti della nostra bella terra. Ieri le bufale, oggi la pizza. Se consideriamo l’appellativo più gettonato per definire il premier uscente, direi che per una volta domani il Manifesto troverà pane per i suoi denti in edicola.


I fatti.


Il Consiglio di Stato ha accolto nella tarda serata di martedì il ricorso del partito di Giuseppe Pizza, uscito vincitore dalla battaglia fratricida per il glorioso scudo crociato ma escluso dal ministero dell’Interno a causa dello stesso stemma, riammettendolo di fatto nella contesa elettorale. Sennonchè il giudizio espresso dal Consiglio di Stato da solo non basterebbe più, rimanendo in sospeso il giudizio di merito su cui è chiamato adesso a rispondere il Tar del Lazio.


E se all’esito dell’esame del tribunale amministrativo, la DC – che dal canto suo si lamenta della mini-campagna elettorale che pur dovrebbe affrontare – non risultasse idonea, le elezioni nel frattempo avvenute verrebbero verosimilmente annullate. Da qui la necessità di prendere una decisione in merito all’eventuale slittamento della data delle votazioni.


La patata bollente è nelle mani del Presidente della Repubblica e del Governo, che per bocca del ministro dell’Interno, Giuliano Amato, ha fatto sapere nel pomeriggio di ieri che

se la cosa rimane su questi binari – ha spiegato il ministro dell’Interno Amato – non escludo che il risultato a cui porti sia intanto il rinvio delle elezioni

Apriti cielo! Tutti i leader dei principali partiti a scalciare e frignare come ragazzini. Uolter – che forse non vede l’ora di chiudere questo giro d’Italia in pullman – se ne lava le mani

Sono assolutamente contrario al rinvio delle elezioni. È un problema aperto nella destra – aggiunge – e la destra lo deve risolvere

Lo smemorato di Cologno dimentica di avere rifiutato confronti in nome della par condicio proponendo che sia dato maggiore spazio al partito di Pizza fino al termine della naturale scadenza della campagna elettorale. Che nobiltà. Gli altri non mostrano particolare gradimento per l’ipotesi rinvio. Se non naturalmente il solo diretto interessato, Giuseppe Pizza. Intervenuto in serata dopo una serie di estenuanti riunioni con le alte sfere del suo partito (!), il Pizza ha mostrato alcune aperture dicendosi uomo mite e dialogante e dunque

non escludo che se arrivasse una sollecitazione del Capo dello Stato e se il ministero dell’Interno facesse il “mea culpa”. Sino ad ora questo scenario non si è ancora delineato pertanto è prematuro parlarne. Se queste cose si verificheranno le esamineremo e quindi decideremo il da farsi…

Della serie, per chi non si accontenta dello scudo crociato e vuole il marchio DOP, democristiano di origine protetta. Rilasciando alcune dichiarazioni all’ANSA il Pizza ha poi confessato che il 27 e 28 aprile, controllata l’agenda, gli andrebbe bene. A riportare con i piedi per terra il Pizza e l’intero popolo democristiano (!) ci pensa poi l’ex ministro dell’Istruzione D’Onofrio, che gela tutti con una lezioncina di diritto costituzionale ricordando che, seppur in Italia, esistono ancora delle regole di cui tener conto

L’articolo 61 della Costituzione prevede che le elezioni si debbano svolgere entro settanta giorni dalla fine della legislatura. La decisione del Consiglio di Stato deve pertanto essere resa coerente con questa rigida disposizione costituzionale. Considerando che il decreto di scioglimento delle Camere è intervenuto il 6 febbraio scorso il termine ultimo perché si svolgano le elezioni pertanto è il sedici aprile: non sembra di conseguenza sussistere alcuna possibilità di rinvio delle elezioni a data successiva al sedici aprile

Poi chiamale, se puoi, elezioni.

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