La campagna elettorale corre anche sulle strade

di Fabio Perugia Commenta

Tutti in carrozza, si parte. La politica allaccia le cinture. Via al tour per l’Italia, c’è posto per tutti. Pullman e pullmini, tir o camper, autobus o qualsiasi altra cosa abbia almeno quattro ruote e un’autostrada da percorrere è ammessa alla corsa. È una specie di gita on the road per portare il messaggio elettorale in ogni paesino della Penisola. Dal Veneto alla Sicilia i leader dei partiti viaggiano a più non posso, percorrono chilometri, chilometri e ancora chilometri.

A questa sfida a tutto gas partecipano quasi tutti. C’è il famosissimo pullman verde-Pd. Quello del «conducente» Veltroni.
Quello partito col botto, nel senso che nel giorno dell’inaugurazione è stato tamponato da un’auto a Roma e qualche giorno dopo s’è beccato una multa. Sali e scendi, risali e riscendi: il segretario democratico ha visitato già 58 provincie e 52 ne deve ancora visitare.


E solo oggi sono previsti ben 4 pit-stop: Aosta, Biella, Vercelli e Torino.

Silvio Berlusconi, invece, ha deciso di scendere dalla sua nave (nel 2000 portò il suo messaggio elettorale via mare) per scaldare altri motori. Sono partiti, direzione tutta l’Italia, i camper della libertà. E sono duecento. Toccheranno 1800 Comuni dove i cittadini potranno salire e contattare i candidati Pdl, o lasciare un videomessaggio. Insomma qui la gita diventa di gruppo, e anche se quelli azzurri sono dei «camperini» a confronto col pullman verde, c’è posto per tutti.

Ma a dire la verità i primi a spingere il piede sull’acceleratore sono stati i ragazzi di Michela Vittoria Brambilla. Già il 20 dicembre scorso i pullmini dei Circoli della libertà viaggiavano spediti da Roma a Milano raccogliendo le adesioni per costruire un nuovo governo.

È lei ad aver lanciato il format di questa campagna: un bus col faccione del politico appiccicato accanto al simbolo e lo slogan elettorale.

Chi invece era rimasta ai box fino a ieri è Giorgia Meloni, che ha sventolato la bandiera a scacchi di Azione Giovani per far partire il suo truck. Un super tir di tredici metri da oggi in giro per l’Italia per ascoltare i bisogni dei giovani e far mangiare polvere agli eterni rivali del centrosinistra. Sì quelli della Sinistra Arcobaleno che ancora stanno allestendo i loro pullman ecologici per farli correre in tutte le regioni.

In questa frenetica gita nel Belpaese c’è anche chi cerca di arrangiarsi in qualche modo. Come i passeggeri de La Destra che, non avendo troppi fondi a disposizione, si sono limitati a far girare qualche Ape nelle cittadine della Lombardia. Oppure hanno fatto come Paolo Casolari, che si è affittato a sue spese un camper e ora «sgasa» per l’Emilia Romagna aprendo e chiudendo il suo ufficio mobile a ogni parcheggio utile.

In un modo o nell’altro ci sono proprio tutti, pardon quasi tutti i partiti in questa corsa. Gli unici a rimanere a piedi sono quelli dell’Udc. Non hanno neanche un camperino o pullmino con cui viaggiare. Preferiscono andare ognuno per conto loro. Tanto lungo la strada un passaggio lo trovano di sicuro.

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