Piccola storia ignobile, nella Redazione Che Non C’è

di IsayStaff 2

Spread the love



A parte che rivedere Sandra Milo ha sempre il suo perchè… Ma che piccola storia ignobile, mi tocca raccontare. Vivo la vita di ogni giorno, ho accanto delle persone. Che con me lavorano e con me, da troppo tempo ormai, vivono e condividono La Condizione.


C’è un ragazzo che lavora in una piccola Redazione Che Non C’è. Una redazione che non esiste, perchè all’indirizzo indicato non troverete nessuno. La Redazione Che Non C’é.


Wendy, dalla Redazione Che Non C’è, è esasperata. Peter Pan continua a sorridere. E’ molto delicato raccontare questa piccola storia ignobile senza scadere nello zuccheroso. Non è zuccherosa, è negramara. Peter Pan ha 22 anni, non viene pagato da sessanta giorni, prende – se e quando- 500 euro al mese, passa tutte le sue giornate in casa, attaccato ad un pc, nella Redazione Che Non C’è, dalle 9 di mattina alle… troppo spesso 10 di sera. E continua a sorridere.

E continua a cercare. Scrive i suoi articoli non perchè deve. Li vuole fare, e bene. Si incazza, perchè mica è stupido, anzi. Ma mai a nessuno della Redazione Che Non C’è creerà dei problemi.


Non vorrei nulla togliere alla tragicità di un Guccini che, nel lontano 1976, in un album che si chiama, semplicemente, come l’indirizzo di casa sua, scrive e canta il dramma dell’aborto. Anzi.


E’ che Piccola Storia Ignobile è anche questa, dei nostri tempi.

Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare, così solita e banale come tante,
che non merita nemmeno due colonne su un giornale o una musica o parole un po’ rimate,
che non merita nemmeno l’ attenzione della gente, quante cose più importanti hanno da fare,
se tu te la sei voluta, a loro non importa niente,
te l’ avevan detto che finivi male…


Giacchè ha 22 anni, i genitori, forse, giustamente e per fortuna, non si sono ancora arresi all’ineluttabilità della condizione del lavoro moderno. Lo guardano inchiodato ad un mondo virtuale, lo sanno sotto-pagato e non-pagato. E si incazzano.


Un’intelligenza rara lo caratterizza, e io non so deefinirlo se non naif. Un qualcosa che, per me, è solo un premio. Nella Redazione Che Non C’è, c’è tutta una sezione – 10 lanci di agenzia e un pezzo di analisi – che fa solo lui. E’ per quello che non riesce mai a finire prima delle 10 di sera.


Dagli alti vertici chiedono e continuano a chiedere. Perchè la disponibilità e l’entusiasmo pagano, in termini di affidabilità, e di faccende da sbrigare. A me l’entusiasmo è passato. Se non proprio scomparso, certo è estremamente abbattuto. Lui sorride. E spero che neessuno tocchi questo suo tesoro.


Commenti (2)

  1. cara angela,
    i pirati sono all’ordine del giorno anche nei mari apparentemente calmi di oggi, capitan uncino con lo spugna di turno pronto a succhiargli i tacchi delle scarpe sono ancora qui. e i bimbi sperduti dell’isola che non c’è non hanno che peter pan per difendersi. per questo lui continua a ridere. anche se avrà sempre bisogno di wendy per ricucirsi l’ombra addosso. lui ride, anche se conosce il prezzo e il rischio della sua, della loro libertà. lui non può smettere di ridere e di combattere, lo deve ai suoi bimbi sperduti. e intanto una mano gliel’ha già staccata al pirata. e la sua fine s’avvicina di ora in ora. non possono perdere, non possono rubare l’isola. come dorian, una volta fatto a pezzi il ritratto, anche peter pan invecchierebbe di colpo morendo. e i bimbi sperduti finirebbero subito in punizione. e peter pan le punizioni non le sopporta. no pasaran, querida. tieni duro.

  2. Volevo rendere qualcosa che non ho reso. Ma il fatto che Peter Pan non sopporti le punizioni – ingiuste – mi consola. Si tiene duro. Assolutamente. 🙂

Lascia un commento