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Quella che doveva rimanere come un semplice fiaccolata simbolica organizzata dal comitato No Tav della Val di Susa, si sta trasformando in uno scontro con le forze dell’ordine. Nella giornata di oggi, è previsto l’arrivo in Val Di Susa delle varie macchine per iniziare i lavori della linea Torino – Lione. Diverse barricate sono state messe in piedi dai manifestanti che stanno bloccando, ormai da diverse ore, l’autostrada Torino – Bardonecchia .
Nella prima mattinata di oggi, una lunga colonna di veicoli delle forze dell’ordine, ha scortato le ruspe incaricate di aprire il cantiere della Torino – Lione. Molti insulti sono partiti dai manifestanti nei confronti degli operai chiamati a svolgere, solamente, il loro lavoro. Alle ore 8:00 di questa mattinata, le forze dell’ordine hanno sfondato una delle barricate erette dai vari No Tav presenti, usando la forza e i lacrimogeni.

Si riapre il dibattito sulla legge sulle intercettazioni, dopo la diffusione di quelle riguardanti la recente inchiesta P4. Il governo, infatti, vorrebbe riproporre presto tale legge, “prima della pausa estiva”, dice il ministro degli Esteri Frattini. E anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato all’attacco sull’argomento, affermando: “Non è un Paese civile quello in cui non c’è garanzia dell’inviolabilità delle conversazioni telefoniche che poi appaiono sui giornali senza che abbiano un risvolto penale”.
Della stessa opinione il ministro della Giustizia Alfano, per il quale “Si pubblicano intercettazioni tanto penalmente irrilevanti che non sono state inserite nell’ordinanza di custodia cautelare. E gettano disdoro su chi nulla ha a che fare con l’inchiesta. Ma nessuno si fa carico di riparare al torto”. Il ministro ha comunque spiegato che la maggioranza penserebbe ad una vera e propria legge in materia, e non ad un decreto legge, mentre il premier Berlusconi, in serata, ha precisato: “C’è la possibilità che si riprenda il testo Mastella”, che era stato presentato dal centrosinistra nella scorsa legislatura.
Dall’opposizione, e in particolare dal Pd, sono arrivate in effetti delle aperture sull’argomento. Il segretario Pierluigi Bersani ha infatti dichiarato:
“C’è un ddl depositato a firma Finocchiaro Casson, la nostra è una impostazione che parte dal problema alla fonte per cui non vengano divulgate intercettazioni che non ha senso divulgare. Siamo pronti, sulla nostra impostazione, a qualsiasi confronto”.

Dopo tanto vociferare, ieri è arrivata la conferma che il nuovo presidente della Bce è proprio Mario Draghi. L’attuale presidente della Banca d’Italia, si insedierà definitivamente a partire dal prossimo 1 Novembre. La conferma, è arrivata dopo la riunione planetaria dell’UE, la quale ha dato parere favorevole nei confronti di Mario Draghi per sostituire Jean-Claude Trichet.
“Con il voto di questa mattina è arrivato un appoggio e un riconoscimento importante in favore della nomina di Mario Draghi a presidente della Banca centrale europea – hanno commentato in una nota congiunta i due vice presidenti italiani dell’Europarlamento Roberta Angelilli e Gianni Pittella – L’altissimo profilo professionale, le competenze e l’esperienza negli affari economici e monetari europei fanno del governatore Draghi una scelta prestigiosa per la guida della Bce in questo momento così delicato di crisi economica. Per l’Italia la nomina di Draghi è motivo di grande orgoglio”.

Sembrano allargarsi le fratture in casa leghista fra il leader Umberto Bossi e un altro esponente di spicco del partito, il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Già domenica, infatti, al tradizionale raduno di Pontida, era apparso uno striscione con la scritta “Maroni presidente del Consiglio”, che sembrava svelare che l’unità all’interno del partito, finora ben saldo intorno al suo leader, cominciasse a dare segni di cedimento. Ieri sera, poi, è stato riconfermato a capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, “fedelissimo” di Bossi, e da parte di Maroni erano trapelati alcuni malumori per questa nomina, alla quale il ministro dell’Interno avrebbe probabilmente preferito quella di Giacomo Stucchi. Oggi, poi, quando è stato chiesto al Senatùr del fatto, appunto, che Maroni non sarebbe stato soddisfatto di tale decisione del partito, questi ha risposto deciso: “Maroni non è soddisfatto? Peggio per lui”. Ad una domanda sulla situazione interna della Lega, Bossi ha invece replicato: “E’ la base che tiene sotto controllo la Lega, non Maroni”. Sulla riunione di ieri, infine, ha detto: “E’ andata benissimo. Non ci sono mai liti dove ci sono io”.

Continuano i problemi dei rifiuti a Napoli. Nonostante le dichiarazioni del nuovo sindaco di Napoli, de Magistris, di liberare la città in cinque giorni, a Napoli il problema resta, il malcontento aumenta e sicuramente da solo, il nuovo sindaco non riesce a risolvere il problema. Sono tanti ancora, i quintali di rifiuti che ci sono per le strade di Napoli, ormai i napoletani sono stanchi e trovano dei metodi alternativi per risolvere il problema.
Sono decine i roghi che ogni notte vengono appiccati sui cumuli di rifiuti riversi per le strade, alcuni napoletani, invece, hanno preferito ripulirsi da soli la strada sotto casa. Armati di scopa e bustoni, hanno ripulito la parte di strada vicino casa loro dai rifiuti rendendo, almeno, quella parte di Napoli, pulita e vivibile.

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“Vieniviaconme”, il programma record di ascolti nella passata edizione, non si farà più in Rai, ad annunciarlo è stato lo stesso Fabio Fazio, che con lo scrittore Saviano, aveva ideato questo nuovo format andato in onda su Rai Tre. Il programma che è riuscito a catturare l’attenzione di molti telespettatori, ma soprattutto, è stato uno dei programmi più seguiti dell’anno, cambia rete.
Ancora non si sa su quale delle TV nazionali prenderà posto il programma, ma Fazio spiega “Ho un accordo con la Rai per rifare, e ne sono molto felice, per i prossimi tre anni ‘Che tempo che fa’ e degli speciali per Rai3 – ed aggiunge – ‘Vieni via come me’, che peraltro la Rai non ha mai chiesto salvo Rai3, e in questi sette mesi nessuno ha mai contattato Saviano nè è stato chiesto di farlo, mi è stato concesso di farlo altrove”.

Circa 33mila soldati entro la prossima estate 2012, lasceranno l’Afghanistan per tornare in America, è l’annuncio che ha dato ieri il presidente degli stati uniti Barack Obama, in diretta televisiva alla nazione. “Il ritiro inizierà a luglio e riguarderà 10mila militare entro l’anno”, ha precisato il presidente Obama dalla casa bianca. Obama ha preferito un ritiro più rapido, rispetto quanto suggerito dal Pentagono che voleva un ritiro più soft visti gli ultimi riscontri di Al Qaeda.
L’annuncio del ritiro arriva dopo 2 anni dalla decisione di mandare in Afghanistan altro 30mila soldati, decisione presa da Obama nel dicembre del 2009, l’annuncio è stato dato in diretta televisiva alle ore 20:00 locali, le 2:00 qui in Italia. “Mentre continuiamo a rafforzare il governo afghano e le forze di sicurezza, l’America prenderà parte ad iniziative di riconciliazione del popolo afghano, compresi i talebani”, ha spiegato Obama.

La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha deciso di rinviare al 29 giugno l’esame della richiesta di autorizzazione all’arresto per il deputato del Pdl Alfonso Papa, coinvolto nell’inchiesta sulla “P4“. La maggioranza, infatti, ha approvato alla fine la richiesta di rinvio avanzata dal relatore Paolo Sisto, del Pdl, per avere anche la richiesta originaria formulata dai pm. Secondo un altro deputato del Pdl, Maurizio Paniz, invece, negli atti che erano arrivati “era già chiara l’esistenza di un fumus persecutionis“, di un intento persecutorio nei confronti di Papa, perciò Paniz si era detto già favorevole ad iniziare l’esame della richiesta d’arresto.
Contrarie al rinvio, invece, le opposizioni. Il leader del Pd Pierluigi Bersani ha così commentato:
Siamo in una palude e anche maleodorante. All’ombra dell’Imperatore c’è spazio per il fiorire di cricche e cricchette, logge e loggette, cordate e cordatine. Se non arriva un pò di aria fresca, il Paese fa fatica a trovare le energie morali e civiche per la riscossa. Bisogna assolutamente che parta, e con urgenza, una fase nuova.”
Sempre dal Pd, il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti ha osservato invece: “Si poteva fare una valutazione sulla base della richiesta del giudice, non su tutte le carte dell’inchiesta perchè c’è il rischio di interferire sull’inchiesta stessa”. Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro vuole invece “fare il possibile e l’impossibile” affinchè sia istituita una commissione d’inchiesta che accerti anche le responsabilità politiche e adotti strumenti legislativi per contrastare un sistema di potere deviato.

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Sicuramente tutti ricorderete il video choc dell’omicidio di Mariano Bacio Terracino davanti al bar dove passavano decine di persone. Nella giornata di ieri, i giudici hanno condannato all’ergastolo Costanzo Apice, l’uomo accusato dell’omicidio. Con un cappellino con visiera calati sul volto, l’uomo voleva nascondersi da ogni possibile riconoscimento, ma le telecamere di sicurezza vicino al bar.
Il verdetto non era assolutamente scontato in quanto l’avvocato della difesa Claudio Davino, in aula ha dato battaglia per dimostrare la non colpevolezza del suo assistito. Le indagini avevano portato all’arresto anche di Antonio Moccia con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio. Il movente per l’omicidio, secondo la Procura, sarebbe la vendetta: quella dell’uccisione trent’anni fa, del boss di Afragola Gennaro Moccia, padre di Antonio. Mario Bacio Terracino era ancora l’unico in vita dei presunti assassini del boss Moccia.

Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, è stato iscritto ieri sul libro degli indagati per omicidio volontario riguardo le indagini sulla morte di Melania. L’uomo è stato raggiunto dalla notifica di iscrizione nella giornata di ieri in Campania, dove si trova in licenza. Nella giornata di ieri, le prime dichiarazioni sono state quelle dei genitori di Melania e dell’avvocato di Parolisi, ma nella serata è stato lo stesso Salvatore a fare delle dichiarazioni alla stampa che lo ha incontrato.
L’uomo si sente “come cristo in croce. Sono Pulito dentro”, così ha detto l’uomo ai giornalisti. Salvatore ha spiegato anche perché si è visto piangere poco in TV o durante questi giorni, l’uomo ha detto “non sono io che devo piangere, ma chi ha ucciso mia moglie – ed aggiunge – tutto quello che viene detto su di me, tutte le cattiverie, ormai mi scivolano addosso”.

Si è svolta oggi in Senato la verifica di maggioranza chiesta dal presidente della Repubblica Napolitano dopo la nomina dei nuovi sottosegretari, la fuoriscita di Fli e l’ingresso dei “Responsabili” nel governo. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, entrando in aula, si era mostrato molto ottimista, e aveva affermato: “Sono certo che il governo uscirà rafforzato da questo passaggio parlamentare. Le richieste di dimissioni sono un mero esercizio di propaganda, nessuno riuscirà mai a dividerci dalla Lega”.
Per il premier, il governo non può cadere adesso, perchè ciò,dice, “sarebbe folle, sarebbe una sciagura rimettere tutto in discussione con una crisi al buio, proprio ora che dobbiamo riagganciare la crescita”. Ma il principale alleato, il leader leghista Umberto Bossi, si mostra meno convinto in proposito, e gela il premier affermando: “Sulla verifica non c’è nulla di scontato, domani alla Camera vedremo”.
Sul suo futuro politico, invece, Berlusconi ha affermato: “Non voglio rimanere per sempre a Palazzo Chigi, nè fare per sempre il leader del centrodestra”. Dall’opposizione, la capogruppo Pd Anna Finocchiaro replica: “Se vuol bene all’Italia, Berlusconi si dimetta”.
Intanto il governo ha incassato la fiducia alla Camera sul decreto sviluppo, con 317 si, 293 no e 2 astenuti, superando quota 316 per la prima volta dall’uscita di Fli. Anche il premier si è recato a Montecitorio per votare la fiducia.

Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, è indagato per omicidio volontario. A dare la notizia è l’ANSA che lo apprende da fonti qualificate. Melania Rea, è la donna ritrovata morta a Colle San Marco, vicino Ascoli Piceno, due giorni dopo le ricerche che erano state avviate dopo la sua scomparsa. Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore che lavora nel campo di addestramento lì vicino.
Salvatore Parolisi ha sempre mostrato la sua innocenza anche nelle recenti intervista rilasciate a Quarto Grado o sui vari quotidiani. La dichiarazione dell’ansa e sicuramente una svolta nelle indagini sulla morte di Melania Rea. La conferma dell’iscrizione sul registro degli indagati, è arrivata dal procuratore capo della repubblica di Ascoli Piceno Michele Renzo.