Il Vaticano, l’omosessualità e il problema dell’informazione

Il diverso modo in cui viene data una notizia è fonte di diverse interpretazioni. “Si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni“. Se, ad esempio, si omettono queste parole nel riportare l’intervista a monsignor Celestino Migliore non si capisce perché lo stesso ha anche dichiarato nella medesima occasione che “il catechismo della chiesa cattolica dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione”. In sostanza, monsignor Celestino Migliore dice che se la dichiarazione per la “depenalizzazione universale dell’omosessualità”, che la Francia presenterà all’ONU il 10 Dicembre, sarà approvata, in Iran gli omosessuali verranno impiccati lo stesso mentre gli stati che non accettano i matrimoni tra gay (in cui gli omosessuali non sono discriminati e vincono pure l’Isola dei Famosi) potranno essere accusati di “violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali“. Ora che il puzzle è stato ricomposto, che ognuno tragga le sue conclusioni.

Mumbai: Non ci siamo, cosi non va

Mi verrebbe da dire: Dannato Orgoglio Nazionale! Le speranze di ricongiungimento che il terrorismo sembrava aver creato tra due stati, storicamente, nemici quali India e Pakistan si possono, molto probabilmente, temporaneamente gettare in un cassetto. Purtroppo nella giornata di ieri il governo indiano ha deciso di prendere la “linea dura” contro il governo pakistano e il suo leader.

Una posizione che, vista l’estraneità dei fatti che gli Stati Uniti affermano esista (e se lo dicono loro dei pakistani…), non avrebbe gran senso tenere se non per un solo motivo di orgoglio, un motivo che ti spinge a fare di tutta un’erba un fascio. Un comportamento sbagliato perché colpisce, erroneamente, chi sta cercando di venire incontro alle tue necessità.

Probabile che vi sia stato un intervento filo-governativo pakistano nella strage di Mumbai, ma questo non riporterebbe al governo quanto invece ai servizi segreti pakistani. Sarebbe bene cercare di unire le forze per uno sforzo comune, anziché utilizzarle per urlare più forte la propria estraneità ai fatti che da circa una settimana fanno piangere molte famiglie.

Obama’s Team: La compagnia multicolore

Maligni voi che leggete! So che qualcuno di voi, alla lettura del titolo e all’accostamento del nome Obama e il termine multicolore avrà sicuramente pensato ad una sua nuova abbronzatura. Non preoccupatevi, tranquillizzatevi, fortunatamente questa volta non parleremo di queste doti “naturali” date al neo-presidente degli Stati Uniti d’America quanto invece alle tinte che ha preso la nuova squadra di governo creata da Barack Obama e che è stata presentata ufficialmente al popolo americano. Una squadra che dimostra, una volta di più, l’idea di cambiamento tanto annunciata dal coloured candidate, quanto effettivamente messa poi in pratica.

2020, Odissea nella Grande Città

E tu, dove vai a ballare? Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù

Un po’ di ricordi strappalacrime, prego.
I miei genitori, ormai più di 30 anni fa, decisero di trasferirsi a Milano dal lontano Salento. Pacchi di cartone, provviste a profusione, caffè Quarta in scorte elefantiache. A studiare, poi a lavorare. Economia il corso di laurea che avevano scelto. Però poi i tempi hanno cominciato a dilatarsi. I soldi a mancare, e il lavoro a diventare sempre più necessario e a tempo pieno. Aggiungiamo poi che, con il tempismo che mi è proprio, sono nata io ed ecco saltato il progetto di conquista del mondo. Loro sono contenti così. Non si sono mai neanche lasciati scappare una remora.
Più di 30 anni dopo, sono partita anche io dal lontano Salento. Pacchi di cartone, provviste a profusione, caffè Quarta in scorte elefantiache. Ogni categoria di emigrati ha il proprio must, e per i leccesi è proprio quel caffè. Roma è stata la mia destinazione. Mentre mio fratello e mia sorella ci riprovano, con Milano.

Sky contro il Governo



[photo | Flickr] Questa foto si chiama: Fire in the Sky. Appunto.


Nel pacchetto anticrisi varato venerdì dall’esecutivo c’è la sorpresa pay-tv. Regalo di Natale per Murdoch: raddoppia l’Iva sugli abbonati.


Da Spinoza:

Aumenta l’Iva sulle pay-tv. Berlusconi si difende dalle accuse di conflitto di interessi: “Ero convinto che anche Sky fosse mia”


Anche Macchianera ci dà giù, con le sue leggendarie vignette. L’AD di Sky Italia, Tom Mockridge, non ha esattamente preso bene questa faccenda dell’aumento dell’Iva sulla Pay-tv deciso dal Governo.

Questa è concorrenza sleale. Così il governo colpisce le famiglie


Neanche Scalfari, a dirla tutta.


Un provvedimento che non è piaciuto a nessuno. La vera notizia è che pare non sia piaciuto neppure al Partito Democratico.


Mumbai: Bisogna punire i colpevoli

L’eco dei rombi delle esplosioni e dei proiettili che rimbalzano dal Taj Hotel di Mumbai sono ormai un ricordo per noi, popolazione abituata a cibarci di media e che, proprio durante i momenti di raccolta famigliare a tavola, vedevamo queste incredibili immagini provenire dall’India.

Scene che subito ci han fatto gridare a Bin Laden, Al Qaeda, 11 settembre, terrorismo e chi più ne ha più ne metta, portandoci ad un aumento di intolleranza verso chi, in casa nostra, magari cerca solamente di trovare una propria pace e una propria vita felice e serena. Proprio da questo presupposto bisogna partire per questa risposta forte che il governo indiano, ma soprattutto il governo pakistano, devono dare.

Non buttiamoci sui governi, non sfruttiamo un evento per scatenare una guerra. Dimostriamo a tutto il mondo che sia indiano e pakistano, che sia ebreo o musulmano, che sia cristiano o buddista, di qualsiasi genere sia che la Terra, il nostro pianeta, è contro il terrore e che farà qualsiasi cosa per abbatterlo. E se sarà necessario abbatterà i muri di intolleranza tra paesi da sempre in guerra, come spero faranno India e Pakistan: rivali da sempre e ora, spero, uniti ad una lotta comune.

Caro Walter, puoi fare meglio di Obama

Tempi difficili sono questi, oltre che per la povera “Ministra Gelmini”, per il neo-eletto presidente degli States, Barack Obama. Oggi (Lunedì) infatti dovrà ufficializzare il suo team per la  politica estera e per la difesa. Le indiscrezioni sui possibili nomi portano tutte allo stesso punto: la politica di Obama non sembra proprio quella che la sinistra progressista italiana si auspicava. Infatti, tra i vari nominativi che circolano, a capo del Pentagono rimarrà tale Bob Gates, scelto da Bush due anni fa.

Mumbai: Piangere i morti e scoprire la verità

Fa male. Queste sono le uniche parole che, sinceramente, mi viene da dire quando mi ritrovo a guardare gli scenari che le telecamere “live” ci trasmettono dall’India. Un’attentato terroristico che è risultato ancora più crudele di ciò che si prospettava, ma che ancora peggio fa aleggiare su ognuno di noi una falce di morte che potrebbe tagliare l’aria nel momento più tranquillo e più spensierato della nostra annata: una vacanza.

Bondi, il porno e gli “atti sessuali espliciti e non simulati”

Il Governo nel pacchetto anti-crisi ha reintrodotto quella che era chiamata la “porno-tax” che prevede che chi produce e commercializza materiale pornografico dovrà pagare un’addizionale del 25% sui redditi che ne derivano. È dunque necessario ora stabilire per ogni giornale, audiovisivo e libro cosa sia porno poiché nell’articolo 31 è scritto che è da considersi pornoogni opera letteraria, teatrale e cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti“. Al povero Ministro Sandro Bondi, nuovo “Censore Maximus“, toccherà decidere “cosa è porno e cosa non lo è” durante interminabili giornate davanti a uno schermo: mai persona, credo, sia stata più inadatta a questo compito. Da questa legislatura, la poltrona di Ministro per i Beni e le Attività Culturali diventa sicuramente una tra le più ambite.

Il nodo di Alfano

Sms sul cellulare – suo, proprio suo – del Ministro della Giustizia dal tono estremamente intimidatorio.
Non manca la classica busta con proiettile e contenente un messaggio con su scritto

Alfano boia

e firmato con una stella a cinque punte, trovata nelle scorse settimane nella sede del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap).

Una stpria cominciata l’estate scorsa. Rusultato: misure di sicurezza per il Guardasigilli rafforzate, e solidarietà bipartisan, naturalmente.

USA: Il Terrore è la causa della crisi

Sono intervenuti centinaia di trader esperti o meno, capaci o meno con un unico obiettivo: determinare definitivamente quale fosse l’elemento che ha scatenato la crisi dei mercati, debellarlo e cercare di ripartire. Nessuno ce la fece allora, costringendo il governo e successivamente i paesi del vecchio continente a vivere una delle crisi economiche più forti mai vissute.

Parlando di questo argomento è intervenuto anche Ayman Al Zawahiri, di cui sinceramente non conoscevo queste doti finanziarie, il quale ha pensato bene di ricordare come la crisi in realtà sia nata a causa dell’attacco americano nei confronti dei musulmani dopo l’11 settembre.

Ma se anche così fosse, caro Al Zawahiri, non credere che ora gli Stati Uniti ti daranno pace. In fondo loro si vendicano di ciò che avete fatto in quell’11 settembre del ormai triste 2001 e per cui, se mai si dovesse trovare un colpevole, il dito indicherebbe ancora voi. Per cui da italiano in crisi mi sento di dirti: Grazie Mille, Al Zawahiri.

Papa e Israele di nuovo vicini. Nonostante Pio XII

Tempi duri per Israele e Vaticano. Periodo dettato dalla difficile situazione nata dalla ormai “nota” targa dedicata a Pio XII in quel del museo Yad Vashem. Nonostante questo, e nonostante l’incapacità di molti a tentare di riavvicinarsi, pare che tra Israele e il Papa, si badi bene il Papa non il Vaticano, un processo di avvicinamento sembrerebbe in atto.

Avvicinamento che dovrebbe concretizzarsi con il 2009, il nuovo anno e quindi con spirito rinnovato. Malmenarsi verbalmente per una targa, che in fondo testimonia fatti veri per quanto essi possano essere di parte e definiscano solo una parte o una piccola facciata di quella che fu la vita di Papa Pacelli, non ha molto senso.

Importante è invece dimostrare apertura e capacità di dialogo con chi rappresenta il pensiero, religioso ovviamente, di centinaia di migliaia di persone nel mondo. Un gesto di apertura che ripensando ai tragici eventi indiani non può far altro che farci ben sperare in un futuro più sereno.

ONU: Prospettive di un nuovo fallimento

Che agisca da sola o che agisca in coppia con qualcuno (vedasi in questo caso specifico la Ua, ovvero l’Unione Africana), le Nazioni Unite non sono mai riuscite nell’intento di ottenere ciò che effettivamente si erano prefisse: i grandi ideali di pace e di rinascita di un paese, spesso associati all’intervento dei caschi blu, sono ormai solo un pretesto, un sogno, una realtà onirica alla quale ormai, solo alcuni creduloni riescono ancora a confidare. Ennesimo risultato in tal senso è, e probabilmente sarà, la Somalia.

Repubblica, la vittima di Mumbai e la barca di Gino Paoli

Ci deve essere qualcosa che mi sfugge. Quello in foto è il trafiletto che, sull’edizione cartacea di Repubblica in edicola oggi, dettaglia la foto del povero Antonio Di Lorenzo, l’italiano rimasto ucciso negli attentati di Mumbai. A Repubblica ritengono tremendamente importante informarci che il nostro connazionale comprò una barca da Gino Paoli. C’è tanto di titoletto riassuntivo per incuriosire chi non avesse nemmeno voglia di leggere tutte e 25 le parole della didascalia: “La Barca di Paoli”.

Una triste pagina di cronaca deve avere il suo siparietto. Questo signor Di Lorenzo, devono aver pensato a Repubblica, è uno sconosciuto un po’ troppo sconosciuto, vediamo di trovare qualcosa che lo colleghi ad una persona nota, dimostriamo ancora una volta che la teoria dei sei gradi di separazione non perde un colpo.