Repubblica, la vittima di Mumbai e la barca di Gino Paoli

Ci deve essere qualcosa che mi sfugge. Quello in foto è il trafiletto che, sull’edizione cartacea di Repubblica in edicola oggi, dettaglia la foto del povero Antonio Di Lorenzo, l’italiano rimasto ucciso negli attentati di Mumbai. A Repubblica ritengono tremendamente importante informarci che il nostro connazionale comprò una barca da Gino Paoli. C’è tanto di titoletto riassuntivo per incuriosire chi non avesse nemmeno voglia di leggere tutte e 25 le parole della didascalia: “La Barca di Paoli”.

Una triste pagina di cronaca deve avere il suo siparietto. Questo signor Di Lorenzo, devono aver pensato a Repubblica, è uno sconosciuto un po’ troppo sconosciuto, vediamo di trovare qualcosa che lo colleghi ad una persona nota, dimostriamo ancora una volta che la teoria dei sei gradi di separazione non perde un colpo.

<<Signor caporedattore, il morto sarà mica parente del generale De Lorenzo? Magari era massone…>>
<<Ma no, testone, è Di Lorenzo, con la “i”!>>
<<Ho trovato, sua moglie ha partecipato a La Ruota della Fortuna quando c’era ancora Bongiorno!>>
<<Troppo poco.>>
<<Ecco qua, è appassionato di vela, una volta ha comprato una barca da Gino Paoli!>>
<<Perfetto, collegamento molto fine, onda su onda, schiaffamelo subito nella colonnina!>>
<<Signor caporedattore, onda su onda è di Paolo Conte…>>

L’ultima volta che mi era capitato di leggere qualcosa del genere è stato qualche tempo fa, in un edizione locale di provincia del Tirreno, in cui l’occhiello ad un articolo sulla morte di un ragazzo in un incidente stradale informava che il fratello è amico intimo di Gianluigi Buffon.

La morte del nostro sfortunato connazionale, il dolore dei suoi familiari, la strage che si sta consumando a Mumbai non sono sufficienti, è necessario veicolare questa spettacolarizzazione, questo ulteriore messaggio, quasi a suggerire di doverlo ricordare così, il povero Di Lorenzo, imprenditore appassionato di vela, che una volta comprò una barca da Gino Paoli.

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