Mumbai: Bisogna punire i colpevoli

di Paolo Riva 1

L’eco dei rombi delle esplosioni e dei proiettili che rimbalzano dal Taj Hotel di Mumbai sono ormai un ricordo per noi, popolazione abituata a cibarci di media e che, proprio durante i momenti di raccolta famigliare a tavola, vedevamo queste incredibili immagini provenire dall’India.

Scene che subito ci han fatto gridare a Bin Laden, Al Qaeda, 11 settembre, terrorismo e chi più ne ha più ne metta, portandoci ad un aumento di intolleranza verso chi, in casa nostra, magari cerca solamente di trovare una propria pace e una propria vita felice e serena. Proprio da questo presupposto bisogna partire per questa risposta forte che il governo indiano, ma soprattutto il governo pakistano, devono dare.

Non buttiamoci sui governi, non sfruttiamo un evento per scatenare una guerra. Dimostriamo a tutto il mondo che sia indiano e pakistano, che sia ebreo o musulmano, che sia cristiano o buddista, di qualsiasi genere sia che la Terra, il nostro pianeta, è contro il terrore e che farà qualsiasi cosa per abbatterlo. E se sarà necessario abbatterà i muri di intolleranza tra paesi da sempre in guerra, come spero faranno India e Pakistan: rivali da sempre e ora, spero, uniti ad una lotta comune.

Commenti (1)

  1. Per i tragici fatti di Mumbai, la politica internazionale ha esortato a non responsabilizzare i Governi per le azioni di non ben identificati gruppi terroristici; il Pakistan, dal canto suo, ha mantenuto un atteggiamento diplomaticamente conciliante, negando ogni sorta di responsabilità per gli accadimenti indiani.
    Fatto sta che questi episodi si inseriscono in un contesto già profondamente minato da una enorme sproporzione economico-sociale interna: l’India è un paese di contrasti, che “vive due epoche contemporaneamente”; la divisione in caste è un retaggio da cui l’India riuscirà difficilmente a liberarsi nonostante il rapido processo di crescita economica, che vedrà questa nazione imporsi sullo scenario internazionale nei prossimi decenni.

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